Recruiting e Selezione:

I social network non aiutano a trovare lavoro?

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gli strumenti di reclutamento più usati secondo Robert HalfDopo una pausa estiva allungata alla stagione autunnale (non avendo potuto farlo nella vita reale, ce lo siamo concessi in quella virtuale!) eccoci di nuovo pronti a parlare di psicologia del lavoro, di web, di relazioni, di aziende e di dipendenti.

Ripartiamo proponendovi un articolo apparso su JOBtalk: “Fuga dai social network: chi assume non abita lì (almeno secondo una ricerca europea)”.

«Avrete letto ultimamente, come è capitato a me, corpose paginate cartacee dedicate al recruiting mediante i social network. Magnificati come la panacea alla mancanza di lavoro e ai problemi di matching, l'antidoto al polveroso cv ben fatto e alla sfrontata autocandidatura, invasiva per le aziende e ingombrante per le caselle email.

Che meraviglia: fatti amico del selezionatore. Oppure: Anatema! I direttori delle risorse umane ci spiano occhiuti ancora prima di assumerci chiusi nei loro uffici del personale ristrutturati dall'arredatore della Spectre.

Invece, almeno secondo una ricerca europea uscita oggi, svolta dalla società di Rpq Robert Half, se ne guardano bene, pare. Non solo di giocare ai servizi segreti su Facebook, ma nemmeno di frequentare social media e community a tempo perso. I manager Hr della selezione sui social network non ci vanno. Tranne il 13%, che non è davvero una gran quota. (...) Non gli interessa, pare, nemmeno Linked-In, che, in effetti, serve a far girare il cv sperando che a via di networking qualcuno parli di voi - bene, e a voce - alla persona che decide.

Mi dispiace. I social networking pullano di candidati, si animano forse di recruiter, ma non di decisori. L'innovazione è lenta, fuori dalle nicchie evolute e dall'ambiente dei giovani Millennials, e il mondo Hr non fa eccezione. Anzi. (...)

 

Un'ultima notiziola: i luoghi più opportuni per muoversi quando si cerca un lavoro, perchè sono effettivamente consultati dagli Hr manager, restano i siti specializzati (però quelli seri, con un brand affidabile (...)) o gli spazi "lavora con noi" sul sito Internet aziendale (74% delle risposte in Italia, 89% in Europa per jobsite e siti corporate). E' ancora caldamente consigliata infine - quindi non obsoleta - la modalità invio spontaneo del curriculum (totalizza il 50% delle risposte, che erano a scelta multipla), classica e autoimprenditoriale, se è un lavoro mirato ai potenziali interessati e non un lancio a pioggia, o di coriandoli».

Su psicologiadellavoro.com non abbiamo mai nascosto una forte simpatia per il web e i social network, simpatia che nasce dalla convinzione che siano strumenti molto utili. La realtà che esce dall'articolo sembra essere diversa. Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere, magari scrivendolo sulla pagina FB.

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