Recruiting e Selezione:

Il Curriculum Vitae perfetto

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Curriculum Vitae su una magliettaIl Curriculum Vitae (da qui in avanti sarà più semplicemente CV) divide il mondo lavorativo, soprattutto aspirante tale, in due: da una parte troviamo chi deve scriverlo, dell'altra chi deve leggerlo.

Il problema è che il rapporto non è 1:1. Ma 1:N, dove N spesso tende a infinito.

Senza scomodare l'analisi matematica, spesso chi si occupa di selezione delle risorse umane può faticare a leggere i tantissimi CV che gli vengono inoltrati; il rischio è di cestinare CV che in prima lettura non colpiscono.

Esiste un CV perfetto, che eviti il cestinamento preventivo?

Miriam Vetrano ha scritto alcuni consigli che proviamo a riassumere in punti; leggeteli fino in fondo e poi provate a rispondere alla nostra domanda:

- personalizzato: adattato all’offerta di lavoro e all’azienda per la quale ci si propone.

- distintivo: far emergere le competenze, le motivazioni, ma soprattutto il proprio valore aggiunto, sottolineando il contributo che “solo tu” potresti apportare al ruolo richiesto; così da far scattare nel selezionatore il desiderio di chiamarti per un colloquio.

- visibile: quando si salva il file non chiamarlo semplicemente C.V. ma inserire anche il nome o la qualifica; sarà più semplice per i selezionatori recuperare il CV.

- lunghezza: non superare le due pagine ma non occupare meno di mezza pagina.

- laurea: i tempi contano più del voto, che va indicato solo se è alto. Indicare solo le esperienze formative rappresentative.

- master e stage: sottolineare i progetti gestiti e i risultati ottenuti.

- esperienze di lavoro: è importante che non ci siano “buchi” temporali tra un’esperienza e l’altra. Piuttosto inserire i lavori meno qualificati, evidenziando in grassetto le esperienze più significative per la candidatura.

- hobby e interessi: inserirli sempre, segnalando le attività culturali, sportive, di volontariato in cui si è dimostrato leadership, successo, capacità di lavoro in team.

Nel suo articolo, Miriam Vetrano dichiara subito che non esiste il CV perfetto, ma sono fondamentali la funzionalità e l'essenzialità: sintetico ed esauriente avvicinano il CV alla perfezione.

Così come non esiste il CV perfetto, anche questi punti non equivalgono ai 10 comandamenti: sicuramente sono utili per una prima stesura, ma quando le esperienze significative aumentano rimangono ancora validi? O quando lavoriamo in ambiti particolari, come quello pubblicitario, non sarebbe più utile un CV meno tradizionale? Magari stampato su una maglietta come nella foto di sergio m. mahugo!

Vogliamo approfondire l'argomento e chiediamo ai nostri lettori che si occupano di CV: cosa vi sembra che vada modificato o aggiunto? Mandatemi un'email con i vostri pensieri a massimo.sozzi@psicologiadellavoro.com.

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