Bowlby, gli stili di attaccamento e le ferie
Scritto da Massimo Sozzi Giovedì 16 Dicembre 2010 09:36
Il comportamento di attaccamento e' quel comportamento che il bambino manifesta verso un adulto di riferimento, che il bambino ritiene capace di affrontare il mondo in modo adeguato.
Il capostipite degli studi sull'attaccamento è stato John Bowlby, il quale considerava l’attaccamento una parte integrante del comportamento umano, lungo tutto il ciclo di vita: dalla culla alla tomba.
Dagli studi di Bowlby, focalizzati sui primi anni del bambino, si è strutturata la Strange Situation (Ainsworth, 1969): venti minuti di osservazione delle reazioni emotive del bambino in presenza della madre, al momento della separazione da questa ed alla sua ricomparsa.
Non vogliamo entrare nei dettagli, per i quali rimandiamo alla numerosa letteratura, vogliamo però ancora sottolineare il compito a cui è chiamato l'adulto: quello di essere una base sicura per il bambino, da cui il bambino si possa affacciare verso il mondo esterno e a cui possa ritornare sapendo che sarà accolto, nutrito, rassicurato, confortato.
Dallo scambio bidirezionale tra adulto e bambino, quest'ultimo potrà sviluppare un senso di sicurezza e di fiducia in sè, accrescere la propria autostima e la capacità di gestione delle situazioni in cui si troverà.
Se pensate al rapporto con il vostro capo, con i vostri superiori, chi mettereste nella parte del bambino e chi in quella dell'adulto?
Siete sicuri?
Tra qualche giorno inizieranno le ferie natalizie: sistemata la scrivania, vi avviate verso l'uscita quando vi appare la faccia in versione funerale del vostro capo. Quando ritorni? Glielo avete già detto almeno 5 volte solo negli ultimi due giorni.
Ma così tanto? Da dicembre a gennaio cambia l'anno, non passa un anno!
Non riusciresti a venire almeno il 27-28-29-30 e 31 mattina? Si chiamano ferie perchè non si lavora!
Ricordatevi di Bowlby: rassicurate il vostro capo, ha bisogno di accrescere la propria autostima. Fategli capire che il riposo è utile per essere più produttivi, ma ditegli anche che tornerete: non deve sviluppare un sentimento di abbandono. Lasciategli tutto in ordine e pianificato: ha bisogno delle sue certezze, dei suoi punti di riferimento per sviluppare dei sani modelli operativi interni.
Ma non dimenticatevi di essere anche educatori e mettete dei paletti: il 25 mattino non si lavora! Buone ferie!
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