Psicologia del telelavoro
Scritto da Massimo Sozzi Giovedì 18 Novembre 2010 09:20
Guadagnare meno per fare lo stesso lavoro: il costo psicologico per accettare tale idea è molto alto.
Eppure c'è chi lo farebbe, ma in cambio di cosa?
Una recente indagine di Cisco, operatore mondiale che si occupa di soluzioni in rete, rivela che circa il 60% dei lavoratori è dell’opinione che svolgere il proprio lavoro senza l’obbligo di doversi recare ogni giorno sul posto di lavoro, incrementerebbe la produttività e il piacere del lavoro stesso.
La ricerca, segnalata da www.worky.biz, ha coinvoto lavoratori di tutto il mondo: Cisco ne ha intervistato 2600 provenienti da 13 nazioni differenti (Italia, Regno Unito, Spagna, Francia, Germania, Stati Uniti, Messico, Brasile, Russia, India, la Cina, Giappone e Australia). L'opinione è che oggi la presenza in ufficio non è più giustificata da alcuna reale necessità: il lavoro potrebbe essere svolto accedendo ogni istante e soprattutto da qualsiasi luogo, agli strumenti dell’azienda messi in rete.
Inoltre nessuna ricerca attesta il fatto che la produttività sia riconducibile alla presenza del lavoratore in ufficio, semmai si potrebbe parlare del contrario: chi riesce ad ottenere tale privilegio, sembrerebbe che lavori di più rispetto a chi ogni mattina si reca in ufficio.
La nazione che si mostra più restia è l’Italia: il 53% dei lavoratori intervistati è dell’opinione che sia fondamentale svolgere il proprio lavoro in ufficio per prendere decisioni importanti e per interagire fra il team lavorativo. A questo si deve aggiungere una forte carenza contrattuale. Un attaccamento all’ufficio è stato dimostrato anche dai giapponesi e dai tedeschi, ma in misura inferiore.
Riprendiamo la domanda di partenza: accettereste di guadagnare meno? A quale costo? Il 66% degli intervistati sarebbe disposto a rinunciare al 10% del proprio stipendio pur di poter lavorare in autonomia. Spesso e volentieri la richiesta passa dall’ipotetico al reale e quando l’azienda nega la possibilità di lavorare da remoto, il lavoratore riduce l’intensità del proprio lavoro o ne cerca un altro.
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