LA MOTIVAZIONE
Scritto da Simona Ricotta Lunedì 05 Settembre 2005 22:10
La motivazione al lavoro è oggi considerata un fattore chiave per la costruzione e la crescita di un’organizzazione.
LA MOTIVAZIONE
...quale ruolo nelle organizzazioni?
La motivazione al lavoro è oggi considerata un fattore chiave per la costruzione e la crescita di un’organizzazione. La continua evoluzione del mercato del lavoro si riflette sulle organizzazioni e sulle persone che la compongono. A loro vengono richieste prestazioni dal contenuto intellettuale e una maggiore e migliore produttività. In relazione a queste esigenze, le organizzazioni prestano sempre maggiore attenzione agli aspetti motivazionali. È necessario infatti che le persone siano cariche, disponibili a investire, appunto “motivate” nel loro lavoro per poter rendere al massimo. Le teorie sulla motivazione risalgono agli anni ’50 e ’60 (Maslow, McClelland, Vroom, Adams, ...) anni in cui sono stati creati modelli che oggi difficilmente riescono a cogliere la complessità del tema della motivazione e a interpretare le sue dinamiche.
La motivazione si colora infatti di sfumature, in cui è possibile distinguere la motivazione al lavoro dalla motivazione all’organizzazione, e variabili come la forza, la direzione, il livello, la persistenza, l’influenza di elementi intrinseci e estrinseci, ...
I modelli attuali della motivazione superano i tentativi di costruire tipologie di bisogni o algoritmi per quantificarla, e si avvicinano a proposte concettuali più complesse. In questo quadro si guarda alla motivazione non come una costante, ma una variabile suscettibile al cambiamento nel tempo e che può esistere di diverso grado. Inoltre non viene considerata una caratteristica dell’individuo, ma un elemento parte della relazione tra individuo e organizzazione, parte quindi del fondamentale processo di costituzione del contratto psicologico.
È quindi anche ruolo dell’organizzazione risultare “motivante” per la persona. Tra le “qualità” che identificano un’organizzazione come motivante troviamo per esempio la presenza di un contesto di lavoro con strutture e funzioni, valori e norme che esaltino le capacità delle persone, e capaci di stabilire un rapporto individuale tra azienda e dipendente. Mentre queste caratteristiche vengono considerate necessarie affinché si crei un ambiente non ostile alla motivazione, la letteratura individua caratteristiche che facilitano anche la creazione di un ambiente favorevole alla motivazione. Queste caratteristiche possono essere ricondotte a quattro aree principali: area dello sviluppo (riferita all’impegno dell’azienda per la crescita della persona attraverso sistemi di valutazione, formazione, piani di carriera, ...) area delle relazioni (legata agli aspetti di comunicazione interna, di rapporti con colleghi e superiori, di clima, ...), area del ruolo (riferita ai contenuti del lavoro e le tecnologie a disposizione, ...) area della gestione (tra cui troviamo la retribuzione, i benefit, ...). Mentre l’ultima area fa riferimento a elementi riconducibili alla motivazione estrinseca, le prime tre aree si riferiscono a elementi della motivazione intrinseca. È proprio la motivazione come fattore intrinseco che oggi trova maggiore attenzione da parte di chi si occupa della gestione delle risorse umane.
Tutti questi elementi avvicinano la motivazione e il contratto psicologico: membership, involvment, commitment, engagement, empowerment, sono le possibili configurazioni del contratto psicologico in relazione al differente investimento motivazionale in esso presente, investimento che segna il passaggio dall’appartenenza, alla disponibilità a partecipare come parte attiva, all’alleanza, all’impegno verso tutti gli interlocutori organizzativi, fino alla ricerca dell’autoefficacia e autodeterminazione, dell’eccellenza con il massimo sviluppo delle proprie potenzialità.
Proprio questa scala mostra come il crescere della motivazione permetta all’organizzazione di avere al suo interno persone che non solo “sono parte”, ma “sono parte e fanno più della propria parte”, rendendo così evidente l’importanza dell’investimento motivazionale delle persone per le organizzazioni, oggi impegnate nella sfida dell’eccellenza.
Per approfondimenti:
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Quaglino, G.P. (1999), Voglia di fare. Motivati per crescere nelle organizzazioni, Guerini e Associati., Milano.
Auteri, E. (1998), Management delle risorse umana. Fondamenti professionali, Guerini e Associati, Milano.
Rheinberg F. (1997), Psicologia della motivazione, Il Mulino, Bologna.
Denny, R. (1993), Motivazione: l’arma vincente, Franco Angeli, Milano.
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