Devo cambiare lavoro: quali sono i segnali psicologici?
Scritto da Massimo Sozzi Mercoledì 12 Maggio 2010 08:43
Qui solitamente si parla di come trovare lavoro e di come stare meglio nel proprio posto di lavoro.
Ma non dobbiamo dimenticarci che ognuno di noi è diverso: così che il lavoro ideale per Tizio può diventare una sofferenza infinita per Caio.
Quali sono i prodromi che possono portarci alla sindrome dell'insofferenza da lavoro?
Andrea Ciraolo propone un decalogo ampiamente commentato, di cui riportiamo i punti principali:
1. Insofferenza nell’andare al lavoro: se al mattino faticate a sollevare le stanche membra dal letto, non è solo a causa del sonno!
2. Desiderio di cambiare l’attività lavorativa: vi ritrovate più volte a sognare ad occhi aperti, ad immaginare la vostra vita futura in un altro contesto lavorativo.
3. Alto livello di pettegolezzo: il pettegolezzo serve a sfogarsi, ma diventa sintomo di un problema quando interferisce sull’attività lavorativa o nel rapporto tra i colleghi.
4. Covare risentimento verso l’organizzazione: nessuno di noi gradisce trascorrere circa otto ore quotidiane con persone che non stima.
5. Disturbi psicosomatici: siamo formati da un unico organismo, corpo e mente. Ogni aspetto influisce sugli altri molto più di quello che pensiamo.
6. Sentimento di irrilevanza: se vi sentite inutili oppure se non vi riconoscete negli ideali o nel modo di agire dell’organizzazione di cui fate parte.
7. Lentezza nella performance: se avete perso lo smalto di un tempo non è detto che sia dovuto a una scelta di vita slow, potrebbe essere che siete meno motivati.
8. Confusione organizzativa: il vostro lavoro sarà seriamente incasinato, ma valutate l’idea che cambiando lavoro forse fareste meglio.
9. Venire meno alla propositività: se non create proposte, idee, se non introducete novità, probabilmente il mestiere che state svolgendo non permette al vostro istinto creativo di emergere.
10. Aderenza formale alle regole: mantenere una facciata di adesione...non è arrivato il momento di cambiare lavoro?
NB: troppo spesso si sentono girare “pillole” di psicologia che non hanno riscontri nella realtà scientifica; preferisco perciò sottolineare che la sindrome “insofferenza da lavoro”, per quanto possa sembrare reale, non esiste nella letteratura ufficiale.
Nella foto: Andrea Ciraolo.
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