Temi di leadership

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leadership poco condivisaUn tema classico e assai caro alla psicologia, non solo del lavoro e delle organizzazioni ma anche alla clinica più in generale, è sicuramente quello della leadership.

Se ancora oggi restano un punto fermo gli studi di Lewin, Lippitt e White del 1939, è chiaro a tutti che l'umanità è cambiata e la psicologia non è rimasta indietro.

Così, negli anni '60 e '70 le teorie principali sono state quelle della Contingenza e della Situazionale (rimandiamo al fondo dell'articolo per una rassegna di testi per approfondire). Negli ultimi 20 anni però la realtà è cambiata ancora, tanto da portare a focalizzarsi su una leadership condivisa: una realtà in cui non è tanto importante un singolo leader, ma la condivisione del potere decisionale e delle responsabilità fra tutto il team. Marco Donatiello aveva introdotto alcuni aspetti di leadership condivisa, parlando di «buona relazione con i propri collaboratori, per poter avere un continuo feedback, potersi migliorare reciprocamente e lavorare meglio e con più motivazione».

Oggi Ronald E. Riggio ci aiuta a focalizzare i temi principali di questo approccio “new wave” alla leadership:

1. Una maggiore attenzione per i membri del gruppo. Il leader di successo è in grado di coinvolgere e motivare tutti i membri. Spesso il potere decisionale è condiviso o quantomeno tutti i membri vengono consultati prima di decidere; in ogni caso ogni membro può assumere responsabilità e a agire in modo indipendente. Nella leadership trasformazionale, per esempio, l'obiettivo del leader è quello di sviluppare capacità di leadership, fino a un'eventuale avvicendamento nel ruolo stesso di leader. Inoltre, i leader deve riconoscere i punti di forza individuali e le necessità di ogni membro, al fine di permettere ad ognuno di sviluppare al massimo il proprio talento.

2. Decentralizzare i processi decisionali/responsabilizzare i dipendenti. Spesso la velocità di azione è fondamentale: i membri del gruppo devono avere il potere di agire senza la direzione del leader. Oggi, che le conoscenze abbracciano l'intero universo, un leader non può sperare di andare avanti da solo. Con ogni probabilità, i suoi seguaci hanno accumulato più conoscenze circa la squadra e lo scopo dell'organizzazione che non lui, quindi ha ancora più senso condividere la responsabilità.

3. Riconoscimento della complessità della Leadership. Il mondo sempre più interconnesso e globalizzato, la tecnologia e l'ambiente in costante evoluzione, ci fanno capire che questo non è più il mondo dei nostri genitori. Il management (curioso che oggi venga chiamato abitualmente "leadership") può essere stato un impegno semplice per le teorie dell'emergenza: bastava analizzare la situazione e andare avanti. Il mondo di oggi è straordinariamente complesso e per rimanere competitivi ed efficaci, richiede a tutta la squadra la capacità di un leader e la capacità di condivisione. I leader devono costantemente motivare i seguaci, analizzare situazioni complesse, delegare, controllare e motivare. È un lavoro difficile, ma rimanere competitivi richiede questa nuova forma di leadership.

Per approfondire il tema della leadership, vi segnaliamo alcuni testi:

Leader, giullari e impostori. Sulla psicologia della leadership di Kets de Vries Manfred (anche su Feltrinelli.it);

Leadership. Nuovi profili di leader per nuovi scenari organizzativi curato da Quaglino G. Piero;

Avere leadership di Quaglino G. Piero, Ghislieri Chiara (anche su Feltrinelli.it).

(immagine di lumaxart)

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