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di Marco Donatiello

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Il Feng Shui per il manager e la sua scrivania PDF Stampa E-mail
Scritto da Laura Piarulli   
Thursday 06 November 2003

Alcuni consigli del Feng Shui per la disposizione della stanza e della scrivania del manager: il sistema spazio-individuo e il "metodo dei loci".

Dopo aver visto che cos'è il Feng Shui, la sua applicazione nell'attività formativa e i suoi consigli per ogni funzione lavorativa, dedichiamo uno spazio agli interventi che possiamo fare nella stanza del manager.

La figura del manager assolve, principalmente, due funzioni: una è quella di condensare e sintetizzare in sè un gran numero di attività e responsabilità, e l'altra è quella legata allo sviluppo economico dell'organizzazione che rappresenta. Queste due funzioni sono associate una al Metallo e l'altra all'Acqua e s'identificano rispettivamente con l'Ovest e il Nord. La stanza adibita ad ufficio del manager dovrebbe essere collocata secondo questi orientamenti.

Passiamo, ora, ad esaminare la scrivania, che rappresenta il luogo fondamentale dove il manager lavora. In Occidente, si usa posizionare la scrivania in modo tale che la luce provenga da destra o sinistra, in base al fatto che sia destrimani o mancini, per evitare problemi di ombre sul foglio. Il Feng Shui consiglia diversi orientamenti, a seconda di quale beneficio vogliamo trarre dall'ambiente. Così, se si vuole aumentare la concentrazione la nuca va posta a Nord, se dobbiamo svolgere un compito creativo la nuca va a Est, se abbiamo bisogno di calma ci disporremo con le spalle a Sud-Est, se lavoriamo nella pubblicità e nel sociale la nuca va ad Ovest. In generale, comunque, la scrivania va posta in modo tale da non avere alle spalle nè porte nè finestre e la luce deve essere quanto più possibile naturale e non diretta sul piano, ma inclinata per evitare fastidiosi riflessi.

Senza accorgecene, disponiamo gli oggetti sulla scrivania, in modo tale che abbiano significato per noi. Essi ci ricordano, ci proteggono, ci aiutano: la foto del nostro/a lui/lei, l'agenda, la penna che ci ha regalato il nostro amico più caro, il pc, l'appunto...Secondo il Feng Shui è possibile, attraverso la disposizione degli oggetti, esaltare la funzione che questi oggetti svolgono per noi: il telefono va posto a destra, il pc a sinistra, le foto in direzione opposta a quella dei documenti di lavoro. In Occidente, questa idea è rappresentata dal metodo dei loci, ossia un'organizzazione degli spazi in aree adibite a funzioni diverse.Una sorta di mapping naturale, nella misura in cui ci è funzionale. Nato come mnemotecnica per invenzione di Simonide nel V sec. a.C., il metodo dei loci può venire applicato ai nostri spazi associando ad ogni area una funzione e quindi un nome: ad es. la nostra scrivania sarà suddivisa in area dei documenti, area di comunicazione, area degli appunti e così via. Questa duplice strategia, di attribuire etichette verbali a stimoli visuo-spaziali e costruire immagini mentali su stimoli verbali, ci aiuta nei nostri compiti: se dobbiamo lavorare su alcuni documenti apriremo "il cassetto dei documenti" e non perderemo tempo ad aprire gli altri.

Curare i nostri ambienti con oggetti "cinesiggianti" o peggio applicare pedestremente i concetti del Feng Shui non è consigliabile e nemmeno in sintonia con esso. E' meglio riportare il principio olistico del Feng Shui e adattarlo alla nostra cultura e alla nostra tradizione. Il Feng Shui non è una religione, bensì un modo di prendersi cura di noi e dell'ambiente in cui siamo immersi, considerando queste due dimensioni non più come distinte, ma come facenti parte di un unico sistema. La cura delle parti del sistema non farà altro che riflettersi su di noi.

 

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