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Riflessioni e spunti dal convegno "E-learning, apprendimento, società della conoscenza"
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Venerdì 5 settembre si è svolto a Firenze, nell'ambito di FirenzeWorldVision,
un convegno sull'e-learning e le sue prospettive dal titol "E-learning,
apprendimento, società della conoscenza"..
Sono intervenuti personaggi di prim'ordine per quanto concerne l'argomento:
teorici, docenti di master, professionisti di settore, responsabili della PA
(vedi chi è
intervenuto e scarica gli interventi).
Inevitabilmente, gli aspetti trattati sono stati i più diversi e, soprattutto,
diverso è stato l'approccio. Ciononostante, sono emersi in modo abbastanza
netto alcuni punti fermi che secondo me val la pena di sottolineare.
Innanzitutto, per quanto concerne l'aspetto tecnologico, c'era convergenza
di pensiero sull'idea che bisogna abbandonare la ricerca della "piattaforma
perfetta". A fronte di oltre 300 piattaforme e-learning, risulta oramai
evidente come non sia la piattaforma a caratterizzare la formazione a distanza,
quanto piuttosto il contesto, gli obiettivi, le metodologie didattiche. Non
esistono tecnologie onnicomprensive e tuttofare e, soptattutto, non
esiste una piattaforma perfetta sempre: il nocciolo è nel contesto,
dove cioé abbiamo intenzione di utilizzare la nostra piattaforma, con
chi e con che obiettivi.
In secondo luogo, l'e-learning NON sostituirà la formazione
d'aula, nè ne espanderà le potenzialità. In certi
ambiti, la COMPLETERA', dandole strumenti che non possiede. In generale, è
e resta uno strumento diverso, da utilizzarsi in situazioni ben definite
e con obiettivi differenti da quelli che ci si pone in un contesto d'aula. In
questo senso, richiede professionalità nuove, e interessante sarà
l'emergere della figura di tutor online, figura che coordina
e guida il processo di apprendimento online.
Infine, un elemento emerso più volte e che val la pena di ricorda è
che l'e-learning non è un modo per far risparmiare alle
aziende che necessitano di interventi formativi. Proprio perché è
altro da formazione d'aula, l'e-learning richiede investimenti diversi, ma non
per forza questo si traduce in un risparmio finale per l'azienda cliente.
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