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In questa quarta ed ultima parte l’esercizio del potere verrà trattato per quel che riguarda la gestione strategica del personale e dell’organigramma.
Il potere attraverso la gestione delle carriere
È possibile esercitare il proprio potere e rafforzarlo anche attraverso la gestione strategica del personale.
In particolare si tratterebbe di determinare chi verrà inserito e dove.
Questo può avvenire attraverso la gestione delle assunzioni, in modo da inserire nella propria organizzazione solo le persone che possono (sia per capacità che per valori e ideologie possedute) fare al caso nostro, e da inserirle nei posti in cui i loro servizi possono essere di maggiore utilità per noi che li assumiamo.
Questo risulta molto evidente quando un superiore succede a qualcuno e sostituisce il vecchio entourage con uno nuovo più consono ai suoi bisogni.
Il potere attraverso il design delle strutture dell’organizzazione
Il design delle strutture dell’organizzazione è uno strumento molto potente per l’esercizio del potere.
La possibilità di decidere quale reparto si occuperà di cosa, soprattutto se abbinato alla gestione delle carriere, permette alla persona di decidere quali reparti verranno messi in comunicazione tra loro e secondo quale rapporto di dipendenza.
Ciò porta anche alla possibilità di gestire la comunicazione all’interno dell’organizzazione, e quindi anche il flusso di informazioni e di conseguenza anche delle conoscenze.
Se collegate a tutto ciò il fatto che al giorno d’oggi le organizzazioni vivono attorno al flusso delle informazioni, tanto che, nel caso delle network organizations, queste esistono proprio in ragione di questo flusso, capite allora dell’importanza che questo modo di esercitare il potere riveste.
Spesso la più grande indecisione legata a questo riguarda i concetti di centralizzazione e differenziazione.
Centralizzare conferisce la possibilità di accentrare il flusso verso un’unica persona o reparto, il quale poi smisterà di nuovo verso l’esterno.
Differenziare appare, ad un primo esame, il processo inverso alla centralizzazione.
Si tratterebbe infatti di rendere più diffuso il flusso: passare da un vero e proprio flusso di informazioni ad una nuvola di informazioni.
Questo è vero, ma se questo processo venisse gestito da un unico attore organizzativo, allora proprio questo attore potrebbe decidere, all’interno di questa nube, verso quale direzione verrà prevalentemente dirottata una data informazione.
Non solo: potrà anche fare in modo che delle informazioni cruciali per un attore organizzativo si disperdano, in modo da togliere potere a quell’attore.
BIBLIOGRAFIA
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Child, J., “Organization structure and strategies of control: a replication of the Aston study”, Administrative Science Quaterly, vol. 17, 2/1972
Friedberg, E., L’analisi sociologica delle organizzazioni, Formez, 1986
Itami, H., Le risorse invisibili, GEA Isedi, 1988
Butera, F., Il castello e la rete, IRSO, 1997
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’>Ivan Ferrero |