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di Marco Donatiello

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L'esercizio del potere nelle organizzazioni - Terza parte PDF Stampa E-mail
Scritto da Ivan Ferrero   
Monday 05 May 2003
Nella terza parte si vedrà come il potere può venire esercitato attraverso la gestione dei simboli e di tutto ciò che fa parte della cultura di un’organizzazione.

Il potere esercitato attraverso l’uso dei simboli Per “simboli” intendiamo in particolar modo il linguaggio, le cerimonie, l’utilizzo dei miti di un’organizzazione, il setting. Il tema del linguaggio è molto vasto, troppo per poter essere trattato esaustivamente in questo articolo, per cui si rimanda il lettore interessato a ciò ad un prossimo articolo o alla bibliografia che verrà presentata al termine della quarta parte. In questa sede basti considerare COME il linguaggio viene utilizzato all’interno dell’esercizio del potere. Un manager che da del tu ai suoi dipendenti quando questi ultimi gli danno invece del lei, è una manifestazione dell’esercizio del potere. La stessa cosa succede nel momento in cui questo manager concede che gli venga dato del tu…ma che cos’è una concessione, se non un’ulteriore affermazione di potere? Il manager in questione è così potente da poter fare delle concessioni, concedere delle libertà al dipendente, ossia ha abbastanza potere da permettere ad un dipendente di “trasgredire” delle regole dell’organizzazione. L’esercizio del potere diventa evidente ad esempio anche quando un datore di lavoro, di fronte ad un dipendente, scherza su alcuni temi sui quali il dipendente non è tenuto a scherzare. Le cerimonie sono una manifestazione più plateale dell’esercizio del potere. Quando due colleghi si trovano al bar, chi dei due paga il caffè? Chi paga il conto del ristorante? Attenzione però! Chi paga il conto può farlo sia per ribadire la sua superiorità (ossia un modo per rafforzare il fatto che l’altra persona dipende da lui), sia per confermare il fatto che l’altra persona è superiore (quindi le faccio un’offerta, per mantenere l’alleanza). Del resto la storia è piena di esempi di sovrani che elargivano ai sudditi, ma anche di sudditi che pagavano tributi al sovrano… Questo discorso si rifà quindi al concetto di “potere come ciclo” espresso all’inizio dell’articolo. Altre cerimonie sono ad esempio il saluto dei dipendenti quando il superiore passa davanti a loro, senza che il superiore si senta obbligato a rispondere a questo saluto. L’utilizzo dei miti di un’organizzazione è un modo molto potente di utilizzare il potere. Ogni organizzazione ha una sua Storia, che è fatta di storie, personaggi, aneddoti, molti dei quali sono diffusi all’interno dell’organizzazione, vengono ricordati spesso, e il più delle volte contengono degli insegnamenti “morali”, ossia insegnano delle regole (il più delle volte informali) che vigono all’interno dell’organizzazione (anche per questo argomento si rimanda il lettore ad un altro articolo). Chi arriva ad avere la possibilità non solo di diffondere questi miti, ma anche crearne di nuovi, sia attraverso l’invenzione di fatti costruiti ad hoc (soluzione opinabile ma talvolta adottata), sia attraverso l’enfatizzazione di avvenimenti che in realtà non avrebbero avuto un peso determinante, allora ha la possibilità di guidare il pensiero di chi appartiene all’organizzazione, il che non è poco! Per “setting” si intende in questo articolo l’organizzazione degli ambienti di lavoro proprio in senso fisico. Più si sale lungo la scala gerarchica, più l’ufficio è grande e riccamente arredato. In molte aziende l’altezza in cui è collocato l’ufficio rispecchia l’altezza lungo la scala gerarchica di chi vi opera. Ecco quindi che più la persona è “in alto” lungo la scala gerarchica, più il suo ufficio sarà sistemato in una zona privilegiata: forse godrà di un panorama migliore, sarà sistemato in un punto strategico, magari tra gli uffici dello Staff e quelli della Direzione Risorse, ad esempio. Nell’ambito dei simboli il potere viene reso manifesto ed esercitato anche per mezzo dei cosiddetti “bonus aziendali”, come la macchina dell’azienda, il posto auto, il cellulare. Anche l’avere una segretaria, o più di una, che lavora esclusivamente per una persona può avere, oltre che fini pratici, anche fini legato alla manifestazione di questo potere. Anche qui siamo in presenza di un ciclo: il simbolo è una manifestazione di potere che comporta quindi un aumento del potere, e quindi una maggiore manifestazione dello stesso. Un’altra caratteristica di questo tipo di potere è che, mentre molte volte si tende a celare agli altri l’entità del proprio potere, nell’ambito dei simboli sono poche le persone che lo nascondono.

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