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di Marco Donatiello

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Il capo, questo sconosciuto! PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Donatiello   
Monday 02 September 2002
Le ombre della leadership moderna. Il capo, questo sconosciuto! Come dovrebbe essere un leader . Spesso mi sono chiesto qual è la differenza tra un “buon” leader e uno “cattivo”. Nella mia piccola esperienza lavorativa ho sempre avuto buoni leader, persone che, invece di comandarmi, mi guidavano. Un vero leader è una guida, una persona che va avanti per prima invece di mandare gli altri in avanscoperta. Bisogna distinguere il comando dalla guida: per una persona molto in “alto” nella scala gerarchica sarà molto facile comandare a bacchetta i propri “sottoposti”, ma questo non significa che sarà un buon leader, mentre è molto difficile essere una guida per i propri collaboratori. Il tipo di potere distingue una buona leadership da una cattiva: Una buona leadership ha potere per gli altri e potere su di sé Una cattiva leadership ha potere per sé stesso e sugli altri. Le fantasie della cattiva leadership sono molteplici: subordinato, schiavo, sottoposto, subalterno, sottomesso, tutti termini che indicano una visione distorta del potere e della leadership. Esistono inoltre delle caratteristiche distintive del cattivo leader: è disposto ad arrivare a tutti i costi è ossessionato e ossessivo controlla gli altri è “azzerato” di emozione (o esplode o è gelido) è egoista è distante, irraggiungibile è arrogante è insensibile umilia, soprattutto davanti agli altri è vendicativo Troppo spesso queste caratteristiche sono presenti, in questi casi la relazione fra leader e collaboratori non è sana: questi ultimi sono intimoriti dal loro capo, non hanno il coraggio di rapportarsi a lui e vivono in una sorta di “clima del terrore”. E’ invece necessario ricercare una buona relazione con i propri collaboratori, per poter avere un continuo feedback, potersi migliorare reciprocamente e lavorare meglio e con più motivazione. Non è facile risolvere situazioni del genere, l’intervento deve partire dall’alto, deve essere il top management a decidere di investire su corsi di formazione che facciano comprendere cosa vuol dire essere leader; e questi costi saranno ampiamente ammortizzati da risultati migliori sul lavoro da parte dei collaboratori, da un basso turnover e da un clima organizzativo più sereno e rilassato.

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