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Cosa si fa quando c'è necessità di "restringere" l'azienda? Come reagiscono le persone?Alcune riflessioni.
Qualche giorno fa parlavo con una mia amica, al telefono.
Le ho chiesto, tra le altre cose, se aveva più sentito nulla della
sua ex-società in cui aveva lavorato anni fa. Una di quelle società
da "boom da new economy": core business basato sul web, sui
database relazionali, sull'informatica e forse anche un pò sui
sogni.
Una società, ad ogni modo, di un certo spessore, se non altro
per "chi c'era dietro".
Una società, infine, dalla quale la
mia amica si era allontanata ben prima che la crisi della new economy
facesse "stringere la cinghia" a CdA avvezzi alla spesa facile.
Ad ogni modo, mi dice che ha saputo che lo psicologo se n'è andato
perchè ultimamente offrono un bel pò di mensilità
a chi decide di "abbandonare la barca". E lo psicologo
ha espresso il suo dissapore perchè, in sostanza, "non
si può da un lato insistere tanto sullo spirito di gruppo e dall'altra
pagare la gente perchè se ne vada".
Sulle prime, ho sorriso, lo ammetto. La realtà è sempre
molto più complessa della teoria, e la demagogia non è la
benvenuta, in azienda. Se i conti vanno male, c'è ben poco da fare:
da qualche parte bisogna iniziare la riorganizzazione. E solitamente si
parte a riorganizzare tagliando un pò qua e un pò là
Vero. Ma anche lo psicologo, sotto certi punti di vista, ha tutt'altro
che torto.
Ovvero: al di là dello storcere il naso perchè prima si
insegue il gruppo e poi si paga perchè il gruppo stesso si disperda,
siamo sicuri che non ci sia del vero, in quanto dice lo psicologo?
Il processo di downsizing è di fatto costituito da un'insieme
di operazioni tutt'altro che banali.
Senza scomodare elaborazioni del lutto successivo alla perdita del lavoro
(peraltroassolutamente esistenti e legittime), rimangono alcuni elementi
che meritano di essere analizzati.
Molto (troppo?) spesso, anche nell'ambito di aziende in impostazione
new-economy, ci troviamo davanti a persone che fanno del proprio ruolo
in una determinata azienda una parte fondante ma soprattutto insostituibile
di vita. Non è possibile, per questi soggetti, immaginarsi "a
casa" da quel ruolo - e soprattutto da quell'azienda - per cui hanno
lavorato per un certo periodo. Una mentalità per certi versi da
azienda giapponese, nella speranza di entrare in un'azienda e uscirci
per la pensione. Mentre tutti si riempiono la bocca di "mercato flessibile",
"essere dinamici", "cercare il cambiamento".
Al punto che le aziende pagano purchè te ne vada, dopo aver insistito
negli anni precedenti a formare la capacità di comunicare efficacemente
e di operare in team..
Effettivamente non sarebbe più efficace favorire il processo
di downsizing supportandolo anche a livello formativo e di counseling?
Formando, cioè, alla "necessità di nuovo", al
fatto che non si è "aggrappati a un filo", che se la
società ha necessità di ridimensionarsi non per questo si
è "perdenti" di fronte alla richiesta di allontanamento.
Pagare per allontanare un collaboratore è un pò come dire
"compro il fatto che tu qui non servi più e quindi ti consideri
certamente un perdente...tirati su con i soldi"..
Molto meglio cercare di far passare un pensiero del tipo "il mercato
ora è così come lo vedi, e la tua professionalità
qui non è adeguatamente utilizzata per uscire dal periodo di crisi;
valutiamo insieme delle opportunità che il mondo ci offre, cosa
vorresti e cosa ti piacerebbe fare, come ti possiamo aiutare per trovarti
una collocazione più adatta".
Incentivare, cioè, una mentalità ATTIVA, che sì
rispetti il senso di gruppo precedentemente formato ma che valorizzi al
contempo il singolo, l'individuo, le sue potenzialità, aiutandolo
per quanto possibile nel momento di difficoltà a ritrovare la sicurezza
di sè necessaria per affontare serenzamente il distacco, con la
consapevolezza che proprio in momenti di crisi il mercato suo malgrado
più flessibile e permette la migliore emersione delle qualità
pluriprofessionali dei singoli.
E per chi vede solo la "logica del portafoglio", mi sento di
dire che un supporto di counseling al processo di downsizing
come sopra descritto, non solo è più rispettoso
delle persone e più professionale e trasparente
per l'azienda, ma con ogni probabilità è anche economicamente
vantaggioso rispetto al pagare 7 o 12 mesi anticipati...!
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