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di Marco Donatiello
Mobbing Parte terza PDF Stampa E-mail
Scritto da marco donatiello   
Monday 24 March 2003
Ultima parte del nostro viaggio! Ora ci si interroga come si "insinua" il processo.

Analizziamo come si insinua il processo: Fase 1 Si evidenzia un conflitto nel gruppo che si manifesta attraverso: attacchi, scherzi, meschinerie di vario genere. Questo si può instaurare per diversi motivi: organizzazione non appropriata con relativo carico di stress, gelosie, noia, l'arrivo di un nuovo elemento, una promozione, ecc. Se il conflitto, che a questo livello è difficile rilevare, non viene risolto può dar luogo all'inizio del processo del mobbing. Fase 2 Con la sistematicità delle aggressioni accade il passaggio al terrorismo psicologico, il vero e proprio mobbing. La vittima è sempre più isolata e viene creato a suo carico il " mito negativo". Se la vittima ha tentato, invano, una qualche forma di difesa ormai esperisce l'incapacità reattiva e subisce la preponderanza aggressiva del gruppo. In questa fase aumentano i periodi d'assenza per malattia e si evidenziano patologie a carattere psicosomatico. Fase 3 Successivamente la situazione arriva all'ufficio del personale. A questo livello dovrebbero essere individuate le responsabilità ma, generalmente, la direzione preferisce accettare i pregiudizi suffragati da caratteristiche negative di personalità della vittima. Tale atteggiamento conduce alla negazione dei diritti della vittima: non le si da' modo di difendersi; le si assegnano mansioni impossibili; si da' luogo a trasferimenti continui; “demansionamenti” ecc.: l'obiettivo non dichiarato e' la quarta fase. Fase 4 Esclusione dal mondo del lavoro. Leymann ha isolato quarantacinque comportamenti costitutivi del mobbing raggruppate in cinque condotte: Condotta tendente ad impedire alla vittima di esprimersi; Condotte tendenti ad isolare la vittima; Condotta tendente a provocare la disistima presso i colleghi; Condotta tendente a provocare il discredito del lavoro della vittima; Condotta tendente a compromettere la salute della vittima. Perché si possa parlare di mobbing la frequenza delle condotte, in ragione di almeno una volta la settimana e per un periodo non inferiore ai sei mesi, diventa una condizione assolutamente determinante. Lo studio di questo fenomeno complesso ha dato come risultato che esso può avvenire: Tra colleghi pari grado (mobbing orizzontale). Tra il capo e un collaboratore e viceversa (mobbing verticale discendente ed ascendente). Misto - insieme dei due casi precedenti. Evoluzione dei disturbi Quando il soggetto tenta ancora di opporsi alle aggressioni si evidenziano stati d'ansia e di agitazione accompagnati da forme di patologia psicosomatica. Durante il periodo che va dai sei ai ventiquattro mesi la patologia si aggrava e sovente si evolve verso disturbi di ansia, e il tentativo, non riuscito di riequilibrare il gruppo in funzione di una propria riabilitazione, può causare disturbi depressivi. Dopo i ventiquattro mesi si registra una cronicizzazione dei disturbi associati a incapacità affettivo-relazionali. Con il tempo si crea nella vittima un automatismo mentale ossessivo che sovente genera un fenomeno di mobbing anche nella vita privata della vittima. Le conseguenze del mobbing si possono cosi' riassumere: Sull'individuo: alterazione dell'equilibrio psicofisico con manifestazioni psicosomatiche, ansia e depressione. Sul gruppo di lavoro e sull'azienda: un clima deteriorato corrisponde sempre ad una cattiva qualità del lavoro svolto e quindi ad una produzione non ottimale. Tutto ciò causa anche una negativa immagine esterna. Sulla società: impone alti costi per malattia, per l'abbandono del lavoro e per il prepensionamento. Come uscirne? Poiché si tratta di un fenomeno complesso e' indispensabile un intervento coinvolgente tutti gli attori o possibili tali. Oltre a dare una risposta a tutti coloro che soffrono la situazione di mobbizzati e' necessario dar luogo ad un circolo virtuoso che possa prevenire l'instaurarsi del mobbing. Perchè ciò si verifichi e' necessario che ciascuno faccia la sua parte: Gli individui debbono comprendere che certi comportamenti sono causa di profonda sofferenza e malattia. Le aziende avendo il compito di garantire il clima di lavoro debbono sorvegliare, con strumenti appropriati e personale specializzato al fine di prevenire. E' altresì necessario, che coloro che hanno responsabilità decisionali siano messi in grado, attraverso corsi specifici, di riconoscere un probabile mobbing. Infine la societa' tutta deve dotarsi di normative che sanzionino il mobbing stesso.

Marco Donatiello
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