Psicologia del Lavoro:
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La Progettazione - Appunti di Metodo [Quarta Parte]
Ultimo aggiornamento Martedì 16 Settembre 2008 18:32 Scritto da Augusto Vino Lunedì 20 Ottobre 2008 02:00
Capitolo 3.Il disegno dell'intervento.
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Disegnare un intervento richiede di individuarne le caratteristiche fondamentali, cioè:
• gli obiettivi
• i destinatari
• i risultati attesi
E’ questa, insieme alla precedente, la fase più importante nel processo di progettazione, la più rilevante rispetto alla “qualità” del progetto.
Non vi è dubbio che il criterio guida debba essere un criterio di coerenza tra il problema così come lo abbiamo definito, le cause che abbiamo individuato, gli obiettivi, i destinatari ed i risultati attesi dal progetto.
Abbiamo però utilizzato dei concetti che richiedono qualche approfondimento.
Intanto in tema di obiettivi.
Un progetto non si propone mai di risolvere direttamente ed immediatamente il problema che si è individuato, ma in genere si propone di creare i mezzi perché quel problema possa essere affrontato e, nel tempo risolto.
Gli obiettivi di un progetto sono quindi sempre a due livelli:
• il primo livello di obiettivi consiste nella realizzazione di mezzi, strumenti, azioni in grado di affrontare un problema: negli esempi fatti precedentemente, possiamo dire che obiettivi dei progetti saranno la costituzione di un Centro di aggregazione giovanile, piuttosto che l’aumento delle competenze progettuali e gestionali dei funzionari della P.A. meridionale; in questo senso il progetto si propone di intervenire per rimuovere le cause ipotizzate del problema. Nello stesso senso, obiettivi di progetti sul terreno dello sviluppo e dell’occupazione, potranno essere la attivazione di un Centro per l’Orientamento, piuttosto che la definizione di un percorso di formazione per l’autoimprenditoria, etc. etc.
• il secondo livello degli obiettivi consiste nella rimozione o attenuazione del problema stesso posto al centro dell’intervento: la riduzione del disagio giovanile o l’aumento della capacità di accesso ai fondi comunitari. Ovvero l’aumento delle imprese giovanile, o il miglioramento delle possibilità di accesso al mercato del lavoro per categorie svantaggiate, e simili.
Il primo livello degli obiettivi è quello che si definisce output, cioè a dire l’insieme delle realizzazioni che il progetto dovrà conseguire al suo termine.
Il secondo livello degli obiettivi si definisce outcome, e riguarda l’insieme degli effetti che il progetto produrrà a medio/lungo termine. Con riferimento a questo secondo livello si può anche parlare di impatto del progetto o, ma con termine più generico, di finalità dell’intervento; in altri programmi di intervento, la stessa differenza è resa come differenza tra obiettivi generali, o finalità (outcome) da perseguire ed obiettivi specifici (output) da realizzare.
Il rapporto tra output ed outcome è un rapporto tra mezzi e fini: realizziamo degli output perché attraverso di esse crediamo possibile aggredire le cause del problema e quindi diminuire l’entità del problema stesso.
La distinzione tra obiettivi generali, finalità, outcome, da un lato, ed obiettivi specifici, output dall’altro è fondamentale per diversi motivi.
Ciò che il progetto direttamente realizza sono degli output, sono gli obiettivi specifici, il progetto quindi può essere valutato sulla base della capacità di realizzare questi output;
ma il progetto intende anche produrre degli effetti, realizzare degli outcome: anche questo sarà oggetto di valutazione, ma con metodologie e tempi diversi rispetto alla valutazione della qualità degli output.
In generale, un progetto – inteso come l’insieme delle azioni per le quali chiediamo un finanziamento – termina con la realizzazione degli output.
Termina nel senso che il gruppo di progetto si scioglie, il progetto finisce, il finanziamento è stato in tutto o in parte utilizzato. Ma il progetto stesso continuerà a produrre effetti, che nel medio periodo potranno essere ugualmente oggetto di valutazione.
Ne consegue che la valutazione degli output è una valutazione contestuale allo svolgimento del progetto, mentre invece per valutare gli outcome, gli effetti, dobbiamo attendere che il progetto sia concluso, e dispieghi i suoi effetti.
In genere, è bene indicare come obiettivi di un progetto sia i risultati a breve termine che il progetto intende conseguire, sia gli effetti a medio termine, gli impatti, che ci si attende.
Alcuni esempi per rendere meglio la differenza; immaginiamo alcuni progetti che abbiano i seguenti obiettivi, in termini di outcome ed output:
• attivare una rete di operatori di strada (output) per intervenire su aree giovanili a rischio (outcome)
• definire strumenti di pianificazione integrata dell’area del Porto (output), per recuperare l’area sotto il profilo urbanistico ed ambientale e valorizzarla sotto il profilo economico (outcome)
• definire metodologie di valutazione e certificazione della qualità (output) per ridefinire le regole del rapporto tra Comune e agenzie private, e per migliorare la qualità dei servizi sociali (outcome)
• realizzare il sito Web del Comune (output) per migliorare l’accesso ai servizi del Comune e la partecipazione ai processi decisionali (outcome)
• realizzare una mediateca (output) per facilitare l’accesso, l’utilizzo e la produzione di strumenti multimediali (outcome)
Il punto da sottolineare è che un progetto può:
• realizzare gli output, ma fallire gli outcome
• realizzare sia gli output che gli outcome
• fallire sia gli output che gli outcome
Un caso interessante è il primo: in quale caso avremo di fronte un progetto ben fatto per quanto riguarda la previsione delle risorse, dei tempi e delle attività necessarie per realizzare gli output; ma del tutto sbagliato nella ipotesi che la realizzazione degli output previsti possa avere effetti sulla riduzione del problema preso in esame.
Vi è in questo caso un difetto nel disegno del progetto: non nella pianificazione del progetto – cioè nella definizione delle caratteristiche dell’output, delle risorse necessarie, della sequenza delle attività – ma piuttosto nella interpretazione del problema, nella teoria utilizzata, consapevolmente o meno, per spiegare le cause di un problema e le possibilità di rimuoverle e/o controllarle.
Riprendiamo le definizioni che abbiamo formulato.
Problema --> Una qualsiasi situazione di fatto che si intende rimuovere, o i cui effetti negativi si intende controllare, diminuire o eliminare
Obiettivi --> Gli output che il progetto intende realizzare (risorse, strumenti, metodologie, strutture)
Gli effetti (outcome) che il progetto intende conseguire – attraverso l’utilizzo degli output – per ridurre l’entità del problema oggetto dell’intervento
Graficamente, i rapporti tra gli elementi citati possono essere resi come in fig. 2.

Venendo ora ai destinatari del progetto, saranno anch’essi differenti, in relazione ai due livelli citati di obiettivi.
I destinatari in senso stretto sono costituiti dai soggetti direttamente coinvolti nella realizzazione degli output: ad esempio i partecipanti al corso di formazione per dipendenti pubblici. Essi sono anche definiti utenti del progetto.
In senso più generale i destinatari saranno invece costituiti dall’insieme dei soggetti cui il progetto si rivolge, e che potranno beneficiare degli effetti indotti dal progetto: ad esempio, la popolazione giovanile in età adolescenziale cui si rivolgeranno gli operatori di strada. In questa seconda accezione si parla di target dell’intervento o di popolazione di riferimento.
Infine, con il termine “risultati attesi” si intende in genere riferirsi proprio ai prodotti che verranno realizzati al termine del progetto, e che il progetto stesso lascerà come “oggetti” tangibili: siano essi la mediateca o una metodologia di pianificazione integrata socio-economico-ambientale o il sito WEB, o un centro per l’orientamento, o un corso di formazione.
Tali risultati attesi dovranno essere descritti nella maniera più dettagliata possibile, perché in primo luogo sono ciò che rimane al termine del progetto – quindi in sostanza il corrispettivo più immediato del finanziamento richiesto – ma anche perché la maggior parte dei programmi comunitari sono interessati alla realizzazione di “oggetti” – metodologie, prototipi, standard - che possano essere diffusi ed utilizzati in altri contesti, per la risoluzione di problemi analoghi a quelli all’origine del progetto finanziato.
Le ultime definizioni che abbiamo proposto sono le seguenti.
Risultati attesi --> Le realizzazioni (risorse, strumenti, metodologie, strutture) utilizzabili al termine del progetto, ed eventualmente “esportabili” in altri contesti. Spesso coincidono con gli output del progetto, di cui costituiscono una precisazione.
Destinatari --> I soggetti direttamente coinvolti nella realizzazione degli output (altrimenti definiti “utenti” del progetto)
La popolazione più ampia interessata dagli effetti del progetto (altrimenti definiti “target” o “popolazione di riferimento”)
In conclusione, il disegno di massima di un progetto – fase che viene anche definita di ideazione – richiede di rispondere in maniera convincente ed argomentata alle seguenti domande:
• Quali sono le caratteristiche del problema? Quali sono le sue dimensioni? Qual è la popolazione interessata?
• Con quali strumenti possiamo aggredire questo problema? Quali realizzazioni possiamo proporci, tali da aggredire il problema?
• Quali esperienze o teorie ci confermano che i prodotti (output) del progetto saranno efficaci per aggredire il problema?
• Quale popolazione dovrebbe essere coinvolta nel progetto (chi immaginiamo che siano gli utenti)? Su quale popolazione – più ampia di quella rappresentata dagli utenti diretti - pensiamo che il nostro progetto possa produrre degli effetti?
• Quali attori sono interessati alla soluzione del medesimo problema? Quali esperienze hanno già messo in atto? Su quali risorse possiamo contare?
[fine Parte 4 - Quarta Parte]
La dispensa è pubblicata su questo sito in più capitoli.
E' altresì scaricabile sul sito di A.LEA Action Learning snc, all'indirizzo http://www.alea-snc.it/ (sezione "Documenti", voce "Articoli, Paper e Ricerche").
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