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Pubblichiamo, in tre puntate, nell'arco di tre settimane, un articolo sul mobbing, fenomeno purtroppo sempre più presente nelle realtà organizzative contemporanee. Questo contributo non vuole assolutamente essere completamente esauriente, ma vorrebbe rappresentare uno spunto di riflessione su una parte delle organizzazioni poco conosciute.
In questa "prima puntata" viene descritto il fenomeno in generale, nella seconda viene riportato uno stralcio della guida dell'Ente nazionale per la Salute e la Sicurezza svedese sul mobbing, ed infine nella terza si analizza il processo in profondità!
Parte prima
Il termine Mobbing, inglese, letteralmente indica "l'assalto di un gruppo ad un individuo"; per gli studiosi del comportamento animale è "l'esclusione di un individuo dal suo branco"; in medicina del lavoro indica una violenza psicologica, talvolta anche fisica, perpetrata sul posto di lavoro che a poco a poco diventa insopportabile: si comincia con un saluto negato, battute che sono insulti, scherzi troppo pesanti, i colleghi ti ignorano o ti guardano male, i capi sono insoddisfatti, il lavoro “non gira”, l'ansia di sbagliare fa sbagliare di più, l'insofferenza rende improduttivi ed insopportabili. Si arriva in ufficio con l'aria cupa, lo stomaco contratto il mal di testa, si esce poi nervosi e si perde il sonno.
Le forme che esso può assumere sono molteplici: dalla semplice emarginazione alla diffusione di maldicenze, dalle continue critiche alla sistematica persecuzione, dall'assegnazione di compiti dequalificanti alla compromissione dell'immagine sociale nei confronti di clienti e superiori.
Nei casi più gravi si può arrivare anche al sabotaggio del lavoro e ad azioni illegali.
Lo scopo del mobbing è quello di eliminare una persona che è, o è divenuta, in qualche modo "scomoda", distruggendola psicologicamente e socialmente in modo da provocarne il licenziamento o da indurla alle dimissioni.
Il mobbing può portare fino all'invalidità psicologica, e quindi si può parlare anche di malattie professionali o di infortuni sul lavoro. In Svezia un'indagine statistica ha dimostrato che tra il 10% e il 20% del totale dei suicidi in un anno hanno avuto come causa scatenante fenomeni di mobbing. In Svezia ed in Germania centinaia di migliaia di vittime di mobbing sono finite in pre-pensionamento o addirittura in clinica psichiatrica. In casi di questo tipo, i costi non hanno colpito solo l'azienda datrice di lavoro - che ha dovuto pagare i periodi di malattie delle vittime - ma anche la Società stessa: un lavoratore costretto alla pensione a soli 40 anni costa alla società ben 1 miliardo e 200 milioni di lire in più di uno pensionato all'età prevista. In questi paesi la legislazione riconosce al lavoratore il danno derivante dall’aver subito forme di mobbing; la legislazione Italiana al momento è ferma al riconoscimento del "danno biologico" derivante da forme persecutorie sul posto di lavoro.
Secondo le prime ricerche, in Italia oggi soffrono per mobbing oltre 1 milione di lavoratori, mentre sui 5 milioni è stimato il numero di persone in qualche modo coinvolte nel fenomeno, come spettatori o amici e familiari delle vittime.
A monte di queste forme di persecuzione "possono esserci carenze relative all'organizzazione del lavoro, del sistema informativo interno, una gestione inadeguata del modo di lavorare, un carico di lavoro eccessivo o, al contrario, insufficiente, il tipo di prestazione lavorativa richiesta, carenze nella politica del personale scelta dal datore di lavoro o, ancora, il tipo di atteggiamento tenuto dal datore di lavoro nei confronti dei propri dipendenti e le sue eventuali reazioni. "Problemi organizzativi persistenti e insoluti possono causare forti tensioni mentali negative nei gruppi di lavoratori, con una diminuita capacità di tolleranza dello stress. Questo potrebbe indurre la cosiddetta mentalità del capro espiatorio e attivare comportamenti di rifiuto nei confronti dei singoli lavoratori." Le cause dei problemi vanno ricercate nelle condizioni di lavoro reali, soprattutto nel caso in cui più persone, singolarmente, sono state oggetto per un lungo periodo di vari tipi di persecuzione psicologica....".
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