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di Marco Donatiello
Economisti Vs Aziendalisti PDF Stampa E-mail
Scritto da Roberto Chessa   
Sunday 16 March 2008

Crescita, imprese pessimiste …..pesano sugli investimenti i maggiori costi per il personale e le materie prime.


Martedi 26 febbraio Il Sole24ore pone in primo piano l’indagine trimestrale banca d’italia: la preoccupazione cresce ed i ricavi calano.

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Economisti VS Aziendalisti


“ + Profitti – Costi”

Di questo passo vedremo le pareti di fabbriche e botteghe con scritte simili. Slogan di protesta, verso un sistema che sembra non proteggere** i diritti degli imprenditori, e di conseguenza dei lavoratori.
Non dimentichiamoci che nel momento in cui i costi superano i ricavi, per l’azienda s’affaccia l’ombra di una strategia mirata alla riduzione dei costi.
Indovinate quale voce del bilancio è la prima ad essere messa sotto esame? Il costo del personale. Tra i vari costi così detti fissi, il personale è proprio li, in cima alla lista.

Quale strategia portare avanti per riuscire a districarsi in un mercato globale sempre più competitivo?

Gli scambi commerciali concretizzati dalle PMI (piccole medie imprese), sono l’anello portante dell’economia italiana.
Prima di proseguire questo percorso di riflessione, andiamo ad analizzare come l’economia, o meglio gli economisti definiscono “il pianeta” azienda.

“L’art. 2555” del codice civile, definisce l’azienda, un complesso di beni strutturati funzionalmente all’esercizio dell’impresa.
Un’azienda , vista come fucina di fattori produttivi, dove i beni che la compongono sono principalmente, immobili, materie prime, scorte di magazzino, prodotti finiti, crediti, etc etc.
Creazione di valore, copertura dei costi, orientamento al profitto, sono giustamente elementi fondamentali nella gestione di una organizzazione economica, ma un azienda non si limita a questo.
Gli economisti non si distinguono dal codice civile nella visione aziendale, a differenza dagli “aziendalisti”, di chi vive quotidianamente i processi aziendali, senza fermarsi meramente all’aspetto numerico.

Negli ultimi anni l’economia aziendale, viaggia di pari passo con la psicologia del lavoro e delle organizzazioni, ridisegnando l’azienda come un organizzazione con al centro il fattore “capitale umano”. Ciò che da un lato viene visto come un costo fisso, dall’altro viene identificato come uno mezzo fondamentale per lo sviluppo economico.




Dal baratto al terziario avanzato


Tornando a retroso nella storia, possiamo ricordare come l’evoluzione ed i continui mutamenti abbiamo portato l’uomo ad ingegnarsi nell’andare ad individuare le soluzioni più idonee per far fronte al “cambiamento”.
Già dal Neolitico sentiamo parlare di Produzione, quando con la scoperta dell’agricoltura, l’uomo si ritrova con un eccedenza di scorte tali, da far nascere, il primo “scambio commerciale” , ovvero il baratto
Il terreno (mercato), dava ampio spazio di gestione, creando uno scambio equilibrato, senza regole, ma tale da soddisfare le esigenze , dando un giusto parametro tra richiesta e offerta.
Solo con il passare degli anni, la civilizzazione porta alla creazione della moneta, quindi ci troviamo davanti alla nascita del commercio, attraverso lo scambio economico.


Sono passati i secoli, la rivoluzione industriale, la nascita della new economy e del terziario avanzato. Continue trasformazioni, dove l’uomo è sempre stato asse portante di successi e fallimenti……ma sempre orientato al risultato.
Oggi, non per fare retorica, ma sembra essersi perso negli almanacchi quello spirito pioneristico, proattivo verso il superamento degli ostacoli. Alle prime difficoltà, si urla crisi, come una parola magica, aspettando che qualcuno  risolva tutti i problemi.
Ogni era ha avuto la propria crisi, e la soluzione è sempre stata individuata. Oggi sembra che le aziende aspettino un nuovo “miracolo italiano”, nascondendosi troppo spesso dietro scuse e giustificazioni, senza trovare la forza di combattere questo momento storico, affrontare il cambiamento al quale chi vuole resistere senza estinguersi nei secoli.
Abbiamo parlato di uomo in qualità di asse portante dei cambiamenti, una frase che molti imprenditori dovrebbero ripetersi ogni mattina prima di recarsi in azienda e trattare quegli uomini, che quotidianamente portano avanti la sua azienda come animali da soma.


L’azienda ha pochi utili? Facile…. È a causa del personale che costa troppo e produce poco.

Mi è capitato spesso durante una consulenza di trovarmi a cospetto di un imprenditore, pronto al “taglio”, disperato, senza obiettivi e soprattutto senza più la voglia di sognare.
Quando si chiede ad un imprenditore di raccontarti come è nata la sua azienda, cosa pensava, i sacrifici fatti, gli si illuminano gli occhi, l’energia e la passione traspare palesemente. Domandando come vede la sua azienda fra 5/10 anni, quella luce sembra essersi definitivamente persa, e col passare degli anni il cuore sembra essersi trincerato dietro una corazza.

I danni causati da una cattiva gestione economica  sono direttamente proporzionali a quelli causati da una cattiva gestione delle risorse presenti in azienda, ma questo concetto sembra passare in secondo piano, con le conseguenti cause.

A volte capita che molti imprenditori si dimentichino che i propri collaboratori, prima di essere dei dipendenti sono degli esseri umani e come tali andrebbero trattati.
Esistono eccezionali imprenditori, fantastici nel mettere in piedi aziende con performance straordinarie, e talmente abili a chiuderle, o per reindirizzare il business su altri mercati o perché le fondamenta sulle quali poggia il castello non sono abbastanza solide, ovvero la gestione delle persone è complicata ed è preferibile ricominciare un'altra avventura e così via.

Il binomio azienda – collaboratore va gestito da ambo i lati, perché se da un lato troviamo l’imprenditore che gestisce i collaboratori con il motto “io ti pago, tu produci” dall’altro troviamo il collaboratore che si domanda “perché dovrei lavorare di più? Per far guadagnare lui…"
In un momento storico in cui la “frenesia dei risultati” porta l’individuo ad un accumulo di stress negativo (distress), spesso ci si dimentica il rispetto delle persone, i valori e la razionalità ,che contraddistinguono gli esseri umani dagli animali, in un imbuto comunicativo che porta inesorabilmente all’incomprensione.
Il tempo sembra non bastare mai, e si richiedono sempre sforzi maggiori al personale, senza un giusto riconoscimento, come se dovuto a priori. Molto spesso il tempo è più che sufficiente, ciò che manca è la qualità, quindi una corretta gestione del tempo, intervenendo sulle priorita/urgenze aiuta l’azienda in una programmazione strutturata e non affidata alle circostanze.

L’investimento in “capitale umano” è quindi ciò che potrebbe aiutare le aziende a rialzare la testa, guardando il mercato con un occhio diverso ed un atteggiamento positivo.
Il campo delle risorse umane mette a disposizione dell’imprenditore una serie di servizi, che spaziano dalla formazione all’analisi alla progettazione, tutti volti alla conoscenza di se stessi e del proprio team e di conseguenza all’ottimizzazione delle prestazioni.

Un leader carismatico dovrebbe essere, scusandomi per l’abbinamento, un giusto mix fra Fiorello e Ghandi: determinato, intraprendente, dinamico, con grandi valori e cuore.
La conoscenza del capitale umano, si traduce nella messa in opera di strategie operative volte al miglioramento delle performance organizzative, al raggiungimento di obiettivi comuni e condivisi.
Oltre le skills (capacità,competenze,attitudini) l’atteggiamento mentale gioca un ruolo fondamentale verso una qualità del lavoro. Nel momento in cui uno pensa di non aver bisogno di determinati supporti in quanto reputa di non avere più nulla da imparare ma solo da insegnare, ha delineato la fine dell’attività.

Molte aziende , organizzate in maniera performante con le stesse risorse potrebbero avere decisamente prestazioni superiori se solo si usasse più dialogo e dietro un bilancio s’imparasse ad usare maggiormente il cuore, ci guadagnerebbero tutti: azienda – collaboratori – mercato = economia.



Roberto Chessa
www.robertochessa.it

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