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di Marco Donatiello
Sapere pratico e apprendimento organizzativo - Prima Parte PDF Stampa E-mail
Scritto da Augusto Vino   
Monday 10 December 2007

Il paper propone una riflessione sulle caratteristiche del “sapere pratico” e sul rapporto tra sapere pratico e cambiamento/ apprendimento organizzativo. [prima parte]

Gli attori organizzativi sono portatori non solo di sapere tecnico – sapere manipolativo, codificato,  prescrittivo – ma anche di un rilevante sapere pratico. 
Il sapere pratico è  sapere tacito - ma non "indicibile"; contestuale – perché dotato di senso, capace di produrre senso solo all’interno del contesto in cui si è generato -  interpretativo, orientato all'azione e costruito nell'azione, e quindi con una forte dimensione etica; non codificato ma trasmesso in forme narrative. E’ un sapere individuale ma non privato, incardinato nelle reti di relazioni; sapere che non si può trasferire -   e tanto meno immagazzinare negli artefatti tecnologici così come si tenta di fare nelle esperienze di knowledge management - ma che si modifica per trasformazione, attraverso la riflessione e la ricostruzione retrospettiva dei corsi di azione.
Le organizzazioni apprendono – e così cambiano – quando gli attori organizzativi modificano il proprio sapere pratico, quando nuovi punti di vista si impongono, nuovi significati e nuovi linguaggi emergono. Costruire organizzazioni “intelligenti” implica così interrogarsi sulle modalità per favorire i processi di apprendimento organizzativo e di innovazione del sapere pratico.
 


Introduzione. Il sapere per l’azione


Gli individui agiscono, e la loro azione si svolge in contesti che, normalmente, presentano le seguenti caratteristiche (Schon, 1983):

• unicità; ogni situazione ha caratteristiche sue proprie, che possono anche richiamare quelle di altre situazioni - tanto è vero che spesso gli attori fanno riferimento a situazioni evocate per analogia,  agiscono “come se questa situazione fosse quella in cui ho già agito” - ma che rimangono fondamentalmente uniche e mai ripetibili nelle stesse identiche forme;


• ambiguità; ogni situazione si presta a diverse ed anche alternative interpretazioni, assume significati diversi in relazione a diversi momenti del suo sviluppo, ai punti di vista dei diversi attori ed agli interessi, alle domande che ogni attore pone alla situazione;

• imprevedibilità, come caratteristica connaturata alla presenza di una pluralità di attori, le cui azioni sono esse sempre in qualche misura imprevedibili;

• provvisorietà, poiché l’azione non si arresta mai, ed ogni esito è sempre provvisorio, destinato ad essere rimesso in discussione, e quindi anche a mutare di significato (Arendt, 1958);

• conflitto di valori; perché le situazioni d’azione sono situazioni in cui occorre decidere non solo nei termini di cosa è utile e cosa no, cosa può produrre i risultati attesi e cosa invece è controproducente, ma anche e preliminarmente nei termini di cosa sia “buono” e “giusto”, e sovente sono diversi ed in conflitto i sistemi di valore che si confrontano in una determinata situazione.

L’azione efficace, l’azione che commisura obiettivi, aspettative e vincoli  richiede agli attori di attivare una conoscenza, una “sapienza” che li orienti in situazioni di tale natura.
Si tratta quindi di un sapere che consente di “collocarsi in situazione”, interpretando le caratteristiche della situazione, mediando tra le proprie aspettative e quelle degli altri attori, formulando ipotesi sul significato dell’azione degli altri attori. Non si tratta solo di agire, ma al tempo stesso di orientare il corso dell’azione nella direzione auspicata.
E’ questa la “competenza” critica per gli attori – che siano all’interno o meno di una organizzazione -  e che può essere definita come “sapere pratico”, sia nel senso di sapere riferito alla pratica – sapere come, in quanto diverso dal sapere che (Ryle, 1949)  – ma soprattutto nel senso di sapere riferito alla prassi, cioè alla azione, sapere capace di fare i conti con le caratteristiche di ambiguità, unicità, indeterminatezza degli esiti, imprevedibilità, che sono proprie dell’azione.

[Fine Prima Parte]
La seconda parte del Paper sarà pubblicata martedì 18/12/2007.


L'articolo è già interamente scaricabile sul sito di A.LEA Action Learning snc, all'indirizzo http://www.alea-snc.it/ (sezione "Documenti", voce "Articoli, Paper e Ricerche").


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