Home arrow Argomenti arrow Coaching e Formazione arrow Coach e banchiere dei poveri

Accesso Utenti

Registrati!
E' GRATIS!


psicologiadellavoro.com è la principale community italiana del settore...tu ne fai già parte?

Alcuni buoni motivi per registrarti:

- per poter accedere ad Agorà, la nostra "piazza virtuale"

- per poter accedere a tutte le risorse presenti sul sito, commentadole e confrontandoti con gli altri utenti

- per poter consultare tutte le migliori offerte di lavoro in Italia nel settore delle Risorse Umane

- per poter partecipare ai nostri incontri formativi

L'immagine


di Marco Donatiello
Coach e banchiere dei poveri PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco di Coste   
Tuesday 17 October 2006
Una storia da premio nobel: quando una persona è coach senza saperlo.

Era l'estate del 2001 e tra le mani mi capitò "Il banchiere dei poveri", un libro sulla vita di un professore di economia del Bangladesh.
Allora lavoravo in banca, dove ero stato richiesto come Consulente di formazione per una rete finanziaria che aveva come mission quella di creare "Benessere finanziario" per i propri clienti.
 
Il libro era pubblicato da Universale Economica Feltrinelli e mi affascinò subito per il coraggio del suo autore e protagonista: il prof. Yunus, fondatore di una banca rurale, aveva sfidato la Banca Mondiale rifiutando una serie di cosiddetti aiuti umanitari al Bangladesh i quali- a suo avviso- non avevano alcuna finalità strutturale, ma sortivano il tipico effetto degli interventi a spot. Dare un sussido temporaneo ai diseredati della terra in attesa o nella speranza che le cose cambino. Questa politica finanziaria era, per Muhamad Yunus, come fare l'elemosina per strada a un mendicante.
 
Mentre terminavo di leggere "Il banchiere dei poveri" ci fu l'orribile attentato alle torri gemelle di NY e ricordo che, a causa del clima di diffidenza e in alcuni casi di ostilità determinatosi verso qualsiasi autore o idea che provenisse dal mondo non occidentale, dovetti incassare due attacchi diretti alla mia lettura in corso. Una volta mi capitò in metropolitana a Milano quando un signore attempato ed elegante mi apostrofò dicendo che bisognerebbe vergognarsi che proprio in quei giorni si desse "credito alle chiacchiere dei musulmani".

Un'altra volta fu a seguito di un mio corso per i Manager commerciali sul tema dei "Valori Organizzativi" della banca; all'interno del programma avevo inserito una lettura e commento tratti da "Il banchiere dei poveri" e un Responsabile della Rete commerciale mi fece notare preoccupato che era inopportuno che noi studiassimo su quale base di valori la Grameen Bank avesse prosperato in tutto il mondo, in particolare grazie a:

- Disciplina
- Unità
- Coraggio
- Impegno

Di fatto, leggendo la straordinaria storia di quest'uomo mi resi conto che aveva agito, oltre che con un fortissimo senso di responsabilità e di amore verso il suo paese, anche applicando alcuni principi etici di Coaching sanciti dalla nostra Federazione internazionale (ICF)
Il credere in ogni cliente, indipendentemente dal grado di cultura e dal suo livello sociale; il ritenere ogni persona meritevole di credito per poter sviluppare se stessa e la sua vita; l'ottenere impegno da ogni cliente, allo scopo di onorare il suo lavoro di ricostruzione o di conseguimento di un obiettivo di crescita; la cura verso se stessi ed i membri della propria famiglia; l'appello all'aiuto reciproco, fondato sul principio secondo cui ogni persona può trarre apprendimenti e giovamento dallo scambio con gli altri.
 
Grazie alla geniale intuizione del Prof. Yunus di prestare i soldi ai poveri, soprattutto le donne, senza richiedere nessuna garanzia, la Banca Grameen ha notevolmente migliorato le condizioni di vita del suo paese e ha operato una notevole rivoluzione economica. 
Sono davvero felice di aver potuto leggere, pochi giorni fa, la notizia del conferimento del Premio NOBEL al Prof. Muhammad Yunus con la seguente motivazione: «Attraverso culture e civiltà, Yunus e la Grameen Bank hanno dimostrato che anche i più poveri fra i poveri possono lavorare per portare avanti il proprio sviluppo». I cinque membri della giuria hanno assegnato all'unanimità il Premio Nobel per la Pace 2006 a Mohammad Yunus (che considero Coach e Banchiere del Bangladesh) e al suo istituto di microcredito.
 
Qui di seguito alcuni principi alla base della Grameen Bank che hanno rivoluzionato l'economia del Bangladesh
 
"Abbiamo osservato come lavorano le altre banche e abbiamo fatto l'esatto contrario". (Muhammad Yunus)

Le altre banche danno credito solamente a chi ritengono solvibile.
La particolarità del sistema Grameen invece è di dare credito a chi per le altre banche non risulta sufficientemente solvibile: ai più poveri, agli analfabeti e alle donne, persone che non sono abituate ad aver a che fare con il denaro.

Le altre banche chiedono garanzie.
Dal momento che queste persone non sono in grado di fornire le abituali garanzie, vengono concessi esclusivamente crediti personali, garantiti dal rispetto per se stessi.
Ora i potenziali clienti devono imparare 16 regole a memoria e devono saper scrivere il proprio nome. Inoltre la banca deve poter contare sul rimborso del credito e per questo motivo gruppi di cinque richiedenti si devono associare in un "gruppo di risparmio". Giornalmente gli impiegati della banca si recano in paese in bicicletta e una volta la settimana si effettua un incontro al centro.

Le altre banche preferiscono concedere crediti di importi elevati.
Dopo un esame e la partecipazione per sei settimane agli incontri nel centro, i due più poveri del gruppo beneficieranno del loro primo microcredito. Dopo ulteriori sei settimane e il pagamento regolare della rata settimanale, toccherà ai prossimi due. Infine, dopo altre sei settimane, a beneficiare del credito sarà l'ultimo socio, in precedenza designato alla guida del gruppo.
Il successo dà ragione alla banca, la solvibilità si aggira intorno al 98%, un tasso di recupero sconosciuto alla banche tradizionali.  
 
In Bangladesh, ma non solo, molti ricchi che mutuano denaro dalle banche hanno l'abitudine di non rimborsare. Sembra assurdo che attraverso le banche, private e governative, ingenti capitali di proprietà pubblica vengano messi in circolo per essere utilizzati da persone che non restituiscono il denaro.
Grameen Bank ha rivoluzionato questo sistema, provando a far sparire la povertà dalla faccia del Bangladesh e di altri stati. Oggi si calcola che circa 10 milioni di persone nel mondo abbiano beneficiato del microcredito della Grameen. In questo modo molte persone sono state messe in condizioni di affrancarsi dall'usura, di allargare la propria base economica e di riprendere in mano il proprio destino.
 
Francesco di Coste
 
PCC, Professional Certified Coach - ICF
Corporate Coach - Consulente Senior di Formazione
---------------------------------------------------------------------
Membro del Comitato Direttivo - Federazione Italiana Coach
Via S. Pietro Parenzo, 8 - 00138 Roma
Tel.: +39 06 88 16 746 port.: + 39 340 - 3 628 628
www.francescodicoste.it
 
 
 
Breve nota biografica su Muhammad Yunus
Il premio Nobel l’ha vinto in persona, ma anche la sua «Grameen Bank», la banca del villaggio, in bengali. Muhammad Yunus, 66 anni, è nato a Chittagong, città bengalese che diventò parte del Pakistan orientale nel 1947 e del Bangladesh nel 1971. Il padre Muhammad Dula Meah era un ricco orafo poco istruito e profondamende musulmano ma tenacemente convinto che i figli avrebbero dovuto studiare. La madre, Sufia Kathun sapeva leggere e aiutava i poveri, già lei. Yunus la ricorda mentre racconta vecchie storie e recita poesie ai figli. La sorella maggiore si sposò intorno ai 13 anni, un fratello andò alla scuola islamica ma poi studiò legge e commercio. Lui, il più giovane in una famiglia di nove, fu il primo a intraprendere la carriera accademica e a viaggiare per il mondo. Allievo brillante, ottenne una borsa di studio che lo portò dal 1965 al 1972 a studiare economia nella capitale della country music, Nashville Tennessee. Tornò nel neonato Bangladesh a dirigere il dipartimento di Economia dell’università di Chittagong. Maturò in quegli anni l’idea della banca dei poveri, una visione a metà tra l’idealismo gandhiano, l’orrore coranico per l’usura e i Monti di Pietà francescani della fine del ‘400 che piacevano a Pound. Si vuole che il primo prestito uscisse dalla sue stesse tasche: 27 dollari a un gruppo di 42 donne del villaggio di Jobra, vicino all’università.

Commenti
Cerca
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti!

3.23 Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

 
< Prec.   Pros. >

Annunci

Annunci

Annunci


by psicologiadellavoro.com 2007Creative Commons License 
 I contenuti presenti su psicologiadellavoro.com, ove non diversamente specificato, sono pubblicati e legalmente tutelati da una Licenza Creative Commons.
La piattaforma di gestione dei Contenuti è JOOMLA!