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di Marco Donatiello
Design: progettare con metodo PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimo Tagliavini   
Monday 31 July 2006
L'elaborazione di un metodo personale per la creazione di prodotti innovativi. Il metodo come sintesi di creatività, conoscenze e logica per soddisfare le esigenze del cliente. La possibile collaborazione fra il Designer e l'Ergonomo nelle diverse fasi della progettazione.
Questi, in sintesi, sono gli argomenti affrontati con Daniele Basso in questa seconda intervista.

Massimo Tagliavini
: «Nel precedente incontro abbiamo parlato del Design come dell'arte di comunicare un'emozione con gli oggetti, agendo sulle varie componenti che costituiscono il prodotto, ma come si sviluppa un progetto di Design?»

Daniele Basso: «Le modalità con cui si affronta un progetto sono veramente le più svariate e sono intimamente legate al carattere ed alle attitudini del singolo. Quello di cui posso parlare è della mia personale esperienza. In questi anni ho elaborato un metodo di lavoro nel quale confluiscono conoscenze, esperienze ed emozioni. A mio avviso la capacità di convogliare la creatività in un “work flow” trasforma il Design da espressione artistica in professione. Le capacità individuali sono quindi una componente irrinunciabile che deve essere messa al servizio delle esigenze del cliente...»

MT: «... E per soddisfare le esigenze del cliente occorre prima di tutto conoscerle.»

DB: «Infatti il punto di partenza in ogni caso è la messa a fuoco del problema (per dirla alla Munari). Ma si incontrano subito le prime difficoltà, poiché non sempre il cliente è perfettamente conscio di tutti gli aspetti del problema. Analizzare quanto mi viene chiesto è veramente cruciale. Il primo output di lavoro è quindi un elenco condiviso di obiettivi, una traccia di ciò che accadrà. Se è vero che non si conosce la strada che si percorrerà, occorre comunque prefiggersi degli obiettivi da superare. Il metodo di cui Glocal Design si avvale ha come obiettivo elaborare una visione creativa ed innovativa del progetto per la definizione di un prodotto all’avanguardia. Analizzando tutti i soggetti coinvolti, esplicita gli aspetti storici, culturali, antropologici, comportamentali, funzionali, tecnologici ed economici relativi all’oggetto, per trasformarli in informazioni importanti e utili durante la progettazione.»

MT: «Quindi è un metodo che coniuga diverse tecniche di ricerca per ottenere un quadro informativo completo relativo al prodotto e all'intero sistema in cui il prodotto si collocherà.»

DB: «Condensando esperienze e conoscenze di marketing, comunicazione e design si fa una fotografia "multi-angle" dalla quale si è in grado di attingere informazioni e sensazioni più o meno direttamente legate al prodotto. Tuttavia, i dati parlano del presente e del passato. Pertanto il Designer, calandosi nei panni del potenziale target di riferimento, deve avere la capacità di filtrare queste informazioni ed interpretarle per coglierne gli aspetti potenzialmente innovativi. Il tutto, come  dicevo la volta scorsa, per distinguere in un oggetto le caratteristiche che sono pronte ad evolversi per innovare da quelle che, invece, “devono” rimanere invariate.
In sintesi, il metodo sviluppato da Glocal Design è utile per:

  • comprendere e formalizzare le esigenze del cliente
  • contestualizzare queste esigenze nel sistema di riferimento
  • trasformare le informazioni acquisite in linee guida del progetto
  • tradurre i concetti prima in proposte creative poi in prodotti.

MT: «Il vostro metodo si avvale anche delle competenze e delle conoscenze dell'Ergonomo

DB: «In questo processo intervengono più professionalità differenti, ma questo sarà un concetto che avremo modo di approfondire nei prossimi incontri. In realtà il supporto che può fornire l'esperto di Ergonomia è di diversa natura a seconda dello stadio di avanzamento in cui il progetto si trova. In fase di analisi fornisce i range di progettazione, definisce abitudini e problematiche comportamentali, propone prospettive di lavoro innovative introducendo l’Ergonomia nella progettazione di prodotti mai toccati da questo aspetto. Durante la definizione della forma e del funzionamento collabora alla progettazione, fino alla fase di colori materiale e finiture. In ogni caso può fornire indicazioni e correzioni che si rivelano cruciali per la progettazione. La questione è più che altro quanti Ergonomi siano disposti  a vestire i panni degli innovatori e quanti vivano la propria professione in una dimensione squisitamente tecnica. La sfida progettuale a cui sono chiamati a partecipare consiste nel coniugare la creatività e la forza comunicativa con l'usabilità (fisica e mentale), per dar vita ad un prodotto che generi un'esperienza d'uso gratificante. Lo studio dell'usabilità di un oggetto è un tassello indispensabile per la creazione di un prodotto vincente sul mercato. Non si è sempre consapevoli dell'importanza di questo aspetto, ma se ne verificano poi i risultati ed il successo reale con le vendite.»

MT: «Da una parte l'Ergonomia cerca di individuare delle regole e degli standard che rendono più efficace e più efficiente l'interazione delle persone con gli oggetti. D'altra parte Il Design tenta di infrangere regole e consuetudini per innovare esprimendo in modo inatteso contenuti e valori che suscitano emozioni. Apparentemente sembrano due prospettive difficilmente integrabili...»

DB: «... Apparentemente. L’arcano, a mio avviso, sta nell’omologazione. Quando un prodotto è standardizzato perde i contenuti che lo rendono speciale. La chiave per innovare risiede nel passato quando ogni strumento era realizzato per chi effettivamente lo doveva utilizzare. L’approccio industriale al lavoro ha utilizzato, finora, la tecnologia per creare prodotti omologabili, rinunciando, invece, a sviluppare le reali potenzialità di personalizzazione. Questo aspetto mette in evidenza l’apparente diversità dei due approcci.
A mio avviso, il Design deve lavorare, come l’Ergonomia, per risolvere al meglio, da un punto di vista formale e tecnico, le problematiche relative agli oggetti che ci circondano. E’ l’integrazione nella particolarità dei singoli progetti che crea un legame forte tra le due discipline (Design ed Ergonomia). Ciò che conta è la complementarità dei due approcci. Essi hanno l'obiettivo comune di fornire al cliente un'esperienza d'uso gratificante. Il Designer ha bisogno dell'Ergonomo per poter innovare senza disattendere aspettative e comportamenti d'uso funzionali ormai consolidati e per proporre nuove soluzioni a misura d'uomo.»

Massimo Tagliavini
(Curatore della Rubrica Ergonomia)

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