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L'immagine
 di Marco Donatiello
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Scritto da Roberto Chessa
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Monday 21 August 2006 |
"Divertiti, fai che le tue passioni diventino il tuo lavoro ed esso diventi una tua passione, alimenta continuamente la fiamma che accende le tue passioni"
- "Non lo voglio fare perché altrimenti diventa un lavoro"
- "Ancora dieci minuti e via"
- "Siamo a Venerdì, non vedevo l’ora"
Queste sono solo alcune delle tante frasi che si sentono girando nei corridoi di un’azienda o al bar mentre si prende un caffè. Frasi divenute di uso comune che ci danno una visione del lavoro non proprio positiva, come un peso, una cosa da dover fare perché ci consente di “tirare avanti”.
I primi studi in merito, risalgono al 1913, quando lo psicologo Hugo Munsterberg, fondatore della psicotecnica, afferma che nel momento in cui l’individuo riuscirà a trovare un lavoro in cui applicare le sue migliori energie, allora lo scontento e la depressione saranno sostituiti da gioia e perfetta armonia. Dando un'occhiata alla storia, l’idea del lavoro visto sotto l’aspetto retributivo trova riscontro dalle teorie di Taylor , elaborate e smentite da un gruppo di ricercatori guidato da E. Mayo che indirizzarono l'attenzione sul "significato del lavoro“, mettendo da parte il legame tra motivazione e retribuzione e l'importanza di quest'ultima come elemento di soddisfazione. Quindi più il lavoratore sente che l’azienda è in grado di soddisfare i suoi bisogni non meramente economici allo stesso modo l’azienda potrà aspettarsi un maggiore coinvolgimento da parte del lavoratore.
Abbiamo già detto quanto la vita di un individuo sia simile a quella di un azienda, adesso chiariremo meglio il concetto.
Le aziende si possono dividere in due categorie :
Quindi la vita di un individuo può essere divisa in :
Vi siete mai chiesti il motivo per il quale molte aziende private nonostante un organico spesso inferiore alle esigenze e orari di lavoro pesanti riescano ad essere sempre sorridenti e produttivi mentre nelle aziende pubbliche il dipendente allo sportello sembra che ti stia facendo un favore? La mia è forse una esaltazione della realtà, uno stereotipo comune, comunque in ogni caso ciò che fa la differenza è il cuore, l’amore che l’imprenditore ha per il suo lavoro ed il rispetto per i suoi collaboratori e il senso d’appartenenza di questi all’azienda stessa.
Tornando alla vita dell’uomo osserviamo due macro aree suddivisibili in due micro aree dovute all’età. Da ragazzi saranno studio e tempo libero, mentre nel nostro caso analizziamo lavoro e tempo libero.
 Fig. 2.1
 Fig. 2.2
Da un'attenta analisi sviluppata in base ai riscontri quotidiani all’interno delle aziende, come al bar davanti ad un aperitivo, ho elaborato una teoria denominata degli spazi, dove l’integrazione fra l’individuo e l’ambiente lavorativo va suddivisa omogeneamente nell’arco del proprio tempo.
Quante volte pressati dai troppi impegni ci lasciamo andare ad affermazioni del tipo . basta ho bisogno dei miei spazi….quali sono questi spazi? In che percentuale vanno divisi? A cosa dare precedenza rispetto a cosa? Bene una risposta alla volta, partiamo dal concetto della suddivisione degli spazi sino ad arrivare al concetto di integrazione.
Prendendo in considerazione la Fig. 2.2. come modello da sviluppare della vita di un individuo adulto andiamo ad integrare lavoro e tempo libero,aggiungendo tutti gli altri “spazi” che fanno parte della nostra vita. Prima di continuare la lettura e andare ad analizzare gli schemi proposti, prendete un foglio e una penna e provate ad inserire nell’organigramma, tutti gli altri spazi che solitamente tendiamo ad accomunare all’interno del nostro tempo libero……………..
Qui di seguito andremo ad analizzare alcuni esempi di gestione degli spazi secondo i risultati ottenuti da interviste su individui di varie estrazioni sociali con un età compresa fra i 25 e 45 anni. Agli intervistati abbiamo chiesto di dividere la propria vita in due aree attribuendo una percentuale d’importanza secondo il loro punto di vista.
Sul podio trionfano solitarie due spazi : Immancabile è il lavoro del quale non si può fare a meno, mentre come presumibile fedele compagno risulta l’amore. Quindi da questi due dati prendiamo in considerazione le due ipotesi risultate più diffuse tra gli italiani. Nella Figura 2.3. prendiamo in considerazione la prima ipotesi dove viene data maggior importanza all’amore nella vita di un individuo e la restante viene attribuita al lavoro.Nel grafico vengono nascosti tre spazi che andrebbero a completare la vita di un individuo. In seguito andremo a scoprire quali sono.
 Fig 2.3
Nella figura 2.4. invece viene data maggiore importanza al lavoro e anche in questo caso mancano degli spazi fondamentali.
 Fig. 2.4
In virtù di quanto appena visto, ne possiamo dedurre che dare troppa importanza all’amore piuttosto che al lavoro, ci porta immancabilmente a trascurare l’uno piuttosto che l’altro e soprattutto non da spazio sufficiente ad altri spazi “vitali” indispensabili per un giusto equilibrio esistenziale. Secondo questa teoria dare la giusta importanza ai vari spazi della nostra vita ci consente di evitare che i problemi relativi all’accumulo di stress derivanti da uno spazio dominante vadano ad intaccare l’integrità o l’importanza dei restanti. In che maniera?
Facciamo degli esempi :
- L’imprenditore che dedica la maggior parte del tempo al suo lavoro, molto spesso dimentica di avere una “vita privata” e trascurando molti aspetti fondamentali dalla sua vita , rischia di allontanarsi dalla realtà sociale, andando quindi ad inquinare, nel caso in cui fosse sposato, la propria famiglia, e i problemi derivanti da questo, si trascinano senza colpo ferire come un gatto che si morde la coda anche sull’operatività del proprio lavoro.
- Nel caso in cui l’imprenditore sia single, il gioco non cambia in quanto non si può certo vivere di solo lavoro, esistono delle cose in assenza delle quali un individuo si sente incompleto….chiunque.
adesso andiamo a scoprire i famosi spazi mancanti.
Nella figura 2.5., scopriamo oltre al lavoro e all’amore altre quattro voci :
Amicizia Famiglia(Parenti) Hobbyes Privacy
 Fig. 2.5
Le percentuali sopra riportate danno come giusto che sia grande importanza sia all’amore che al lavoro. Una buona percentuale viene dedicata agli hobbyes e alla famiglia, mentre amici e privacy occupano una parte quasi insignificante dell’esistenza. Questo esempio potrebbe essere un esempio pratico di una corretta gestione degli spazi, ma un individuo ha anche bisogno di dedicare a se uno spazio importante, perciò se ne deduce che sicuramente amore e lavoro sono gli elementi portanti della nostra esistenza e meritano una percentuale rilevante del nostro tempo ma sicuramente anche essi, insieme a tutti gli altri entrano nel sistema di gestione derivante dall’effetto elastico o altalena, dove ogni spazio ha una soglia d’importanza al di sotto della quale sarebbe meglio non scendere, dove gli spazi sono la costante e il tempo è la variabile nella gestione dei medesimi.
Quindi ricapitolando possiamo dividere l’organigramma della nostra vita in quattro aree principali di cui le due estremità principali a oro volta si suddividono in due sotto aree.

Alternando le percentuali d’impiego dei nostri spazi nel tempo, possiamo dare ciò che reputo il giusto equilibrio. Come abbiamo già visto il tempo è la variabile nella gestione degli spazi. Esso non deve essere troppo elevato, altrimenti rischiamo di perdere di vista o trascurare tutti gli altri spazi. Ma cosa ha precedenza? A discapito di cosa?come dare priorità al fine di ottenere il giusto equilibrio?
 Fig. 3
Esercizio di riflessioneAdesso riprendete il foglio dove avete scritto le vostre personali aree della vita. Ad ogni area date una percentuale d’importanza e paragonatela a quella che attualmente applicate. (quindi quanto tempo dedicate a quella determinata area)
C’è qualche area scoperta? Cosa state trascurando ? Che importanza date alle varie aree?
Ovvero fate una distinzione fra le cose importanti, urgenti, o semplicemente apparentemente urgenti ma risultanti perdite inutili di tempo.?
(vedi il concetto sulla gestione del tempo)
Se qualche area della vostra vita è sotto un livello base, allora fate qualcosa non aspettate di trovare un rimedio, a ciò che oggi è un semplice sintomo.
Roberto Chessa Business Consulting
ATTENZIONE: Questo articolo è rilasciato sotto una diversa LICENZA CREATIVE COMMONS |
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