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Scritto da Laura Piarulli   
Saturday 08 July 2006
Torino, 2006. Incontri gratuiti di conversazione sulla psicodinamica della vita sociale organizzati da Il Nodo Group, dal Centro Dar al Hikma e dalla casa editrice Ananke.

 

 IL NODO GROUP

in collaborazione con

il Centro culturale italo-arabo "Dàr al Hikma" e la Casa Editrice ANANKE

presenta 





 
   

I SEMINARI DEL NODO


 “Guardare sotto il tappeto: Le zone sommerse dell’organizzazione sociale”  

Incontri di conversazione su temi di psicodinamica della vita sociale.
 


 
    Sala Congressi Centro culturale italo-arabo "Dàr al Hikma"
                


Economia globalizzata, crescente incertezza degli ambienti di vita e di lavoro, “liquidità” dispersiva delle relazioni umane, evaporazione degli equilibri e delle culture tradizionali: le nostre società sono diventate luoghi sempre più insicuri, difficili da abitare e sempre meno decifrabili.
Viviamo per lo più in un mondo “in frantumi” – per riprendere il titolo di un recente libro di Luciano Gallino – dove le diseguaglianze, economiche e non, crescono di pari passo con l’accelerazione dei consumi e delle innovazioni, dove accanto a nuove povertà e nuove opulenze calano i redditi dei ceti medi, il lavoro si fa sempre più instabile e ricchezze di carta, volatili e speculative, affiancano sviluppi straordinari del mondo della produzione nel segno della rete, della fabbrica virtuale e della creazione di sofisticati beni immateriali.
Fonte di crescita ma anche di insicurezza e di irresponsabilità, la globalizzazione genera nel suo seno i veleni della frammentazione e del tribalismo non solo in politica e nel lavoro ma anche nella vita delle comunità e delle famiglie. L’informazione pervasiva e la connettività illimitata assicurate dai moderni media proiettano la comunicazione al di là dei confini geografici e soggettivi, abbattendo il diaframma pubblico/privato a colpi di SMS, chat e reality show, ma la qualità culturale ed emozionale di questa comunicazione tende progressivamente a impoverirsi e a perdere significato. I servizi sanitari, sociali e scolastici, obbedendo sempre più spesso a logiche “low cost”, vanno incontro a fenomeni di disumanizzazione e di sordità ai bisogni delle persone; di qui lo sconcertante paradosso per cui mentre da un lato disponiamo di un welfare mai come oggi dotato di tecnologie sofisticate e di elevate qualità potenziali, dall’altro nella collettività assistiamo al montare di proteste, insoddisfazioni e denunce mai prima d’ora così rivendicative e rancorose. Nuovi individualismi si armano contro le ormai logore utopie della comunione dei valori e delle regole condivise; treni superveloci, ingegneria genetica, nucleare “pulito” e città “intelligenti” evocano grandi speranze di maggior benessere per tutti insieme con incubi di nubi d’amianto o discariche al plutonio, supermarket di cloni e OGM, occhi ed orecchi elettronici su ogni istante della nostra vita; laicità confuse e moderni integralismi concorrono alle infinite guerre tra religioni, civiltà, lobby e nazionalismi commerciali, alla demonizzazione dell’avversario politico come allo squadrismo da stadio. Il secolo che inaugura il terzo millennio, diradatasi la polvere delle Torri Gemelle, si apre all’insegna del caos, della paura, della conflittualità e dell’incertezza, senza i lumi di un progresso ancora in cerca della sua sostenibilità e senza la promessa di un nuovo ordine che non sia una pia illusione o un’edizione aggiornata dei passati totalitarismi. 

Ma poiché in questo caos dopo tutto ci si deve pur vivere, lo sforzo che riteniamo inevitabile e prioritario è quello di costruire intanto bussole e mappe per orientarsi, lenti per contribuire alla riflessione, alla chiarezza ed alla consapevolezza, lingue e dizionari per comunicare tra noi e muoverci alla ricerca di senso. Il contributo che desideriamo offrire con questi seminari è la creazione di un osservatorio sulle relazioni umane e sui processi emozionali consci e soprattutto inconsci che sono in gioco nella vita di comunità, nelle organizzazioni produttive e nelle istituzioni sociali, coinvolgendo nel nostro sforzo di comprensione e di confronto persone impegnate in ruoli differenti all’interno di aziende, pubbliche amministrazioni, scuole, ospedali, agenzie di servizi alla persona, o nella loro famiglia e nella comunità. L’angolatura che intendiamo dare non è quella di un salotto di tuttologi che scansionano l’intero scibile umano ma semmai quella di un forum permanente che cerchi di esplorare la prospettiva psicologica, l’esperienza soggettiva e il costo emotivo che i processi sociali implicano per le persone che ne sono a vario titolo coinvolte. La nostra lente – una delle tante possibili – applica alla realtà quotidiana delle relazioni individuo/comunità il metodo della ricerca sociale e la sensibilità della psicoanalisi, proseguendo una linea di studio e di intervento inaugurata oltre cinquant’anni fa dal Tavistock Institute di Londra.

La psicoanalisi è oggi al centro – come le accade ormai ciclicamente – di pesanti critiche e svalutazioni che la vorrebbero morta o irrimediabilmente obsoleta. In tempi di grandi ansie e insicurezze le discipline che praticano un pensiero “debole”, troppo poco scientifico e incapace di promettere certezze non godono di molta popolarità. Ma crediamo che proprio in quelle epoche le persone abbiano più bisogno di mantenere viva la capacità di pensare criticamente e in autonomia, di accettare il grado di provvisorietà, incompletezza e sperimentalità di questo loro sapere, e di poter individuare slogan, bugie, semplificazioni, pregiudizi e stereotipi che promettono pace mentale e visuali confortevoli ma impigriscono il pensiero  sospingendolo al conformismo e all’evitamento del confronto con la realtà. Il nostro metodo di lavoro precisamente questo obiettivo si prefigge, accanto a quello non meno ambizioso di offrire uno spazio di conversazione e di riflessione condivisa per chi non si accontenti di guardare alla superficie delle cose ma cerchi di cogliere ciò che si nasconde “sotto il tappeto”.


 
   

Gli incontri  si svolgono il giovedì dalle ore 19 alle 21 presso la sede del Centro culturale italo-arabo "Dàr al Hikma", in via Fiochetto 15 - Torino


 
 L’ingresso è libero 


Al termine di ogni Incontro i partecipanti potranno consumare una cena “etnica” a un prezzo speciale presso il Ristorante del Centro.


  Calendario:  

·
Introduzione al ciclo di Incontri  – 11 maggio 2006
  “Guardare sotto il tappeto”
(Mario Perini)  

·
1° Incontro – 8 giugno
“Genitori di adolescenti: un mestiere impossibile?”
 Calendario:  

·
Introduzione al ciclo di Incontri  – 11 maggio 2006
  “Guardare sotto il tappeto”
(Mario Perini)  

·
1° Incontro – 8 giugno
“Genitori di adolescenti: un mestiere impossibile?”
(Anna Peloso, Davide Rosso) 

  ·2° Incontro – 22 giugno “Il nemico dentro: l’incontro con lo straniero e la paura della diversità” (Roberto Beneduce e Mario Perini - introduce Younis Tawfik)   

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3° Incontro – 21 settembre
 “Vecchie e nuove droghe: tra lotta e convivenza”(Paolo Jarre e Paolo Peretti)   

·
4° Incontro – 19 ottobre
  “La mission della scuola: tra l’educazione alle relazioni e lo sviluppo delle competenze” (Ornella DiBenedetto e Eleonora Ortoleva)   

·
5° Incontro – 9 novembre
“Una vita allo schermo: educatori e bambini nella società telematica” (Giampiero Divotti e Marco Guastavigna)   

·
6° Incontro –23 novembre
“Ansia e lavoro: la dinamica della precarietà” (Luciano Gallino e Mario Perini)   


Realizzazione: IL NODO group
Progettazione: Mario Perini – Daniela Vandoni
Direzione: Mario Perini  

 
 
 

Relatori:


 
-          Roberto BENEDUCE, etnopsichiatra, docente di antropologia culturale all’Università di Torino, presidente dell’Associazione Frantz Fanon
-          Ornella DI BENEDETTO, psicopedagogista, dirigente scolastica del Circolo didattico Roberto d’Azeglio di Torino
-          Giampiero DIVOTTI, ingegnere informatico, amministratore della Società di Consulenza Telios sas

-          Luciano GALLINO, sociologo del lavoro, dell’industria e dell’economia, professore emerito all'Università di Torino

-          Marco GUASTAVIGNA, docente di Materie letterarie presso l’IIS Beccari di Torino, collaboratore di “Insegnare” sul tema delle TIC nella didattica

-          Paolo JARRE, psichiatra, direttore del Dipartimento patologia delle dipendenze dell’ASL 5 (Rivoli), Consigliere Società Italiana Tossicodipendenze

-          Eleonora ORTOLEVA, psicologa, consulente per i problemi della formazione e dell'orientamento scolastico e professionale
-          Anna PELOSO, neuropsichiatra infantile, docente all’Università di Torino, responsabile del reparto adolescenti OIRM
-          Paolo PERETTI, psicologo del Dipartimento patologia delle dipendenze dell’ASL 4 Torino-          Mario PERINI, psichiatra, psicoanalista AIPsi, consulente d’organizzazione, direttore del Consorzio IL NODO group csc
-          Davide ROSSO, psicologo dell’età evolutiva, docente presso l’istituto professionale ENGIM di Torino-          Younis TAWFIK, scrittore, giornalista e docente di lingua e cultura araba, presidente del centro italo-arabo Dar al Hikma di Torino           



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