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di Marco Donatiello
Design: l'arte di comunicare attraverso gli oggetti PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimo Tagliavini   
Tuesday 27 June 2006
Oggetti che comunicano valori ed emozioni, oggetti che sono sintesi di tecnologia, creatività e cultura, oggetti che coniugano tradizione e innovazione.
In questa prima intervista a Daniele Basso discuteremo alcuni interessanti aspetti che caratterizzano la nostra relazione con gli artefatti che popolano la nostra vita quotidiana.

Incontro Daniele Basso a Torino, nei pressi di Palazzo Nuovo, in un tardo pomeriggio di aprile. Ci salutiamo, prendiamo un aperitivo nel “dehors” di un locale e iniziamo la conversazione.

Massimo Tagliavini
: «Daniele, possiamo immaginare che la progettazione di un prodotto innovativo (un'automobile, un elettrodomestico, un mobile per la casa, ecc.) richieda una precisa definizione delle caratteristiche tecniche e funzionali dello stesso. Sebbene ciò sia un requisito necessario alla realizzazione del progetto, non è tuttavia sufficiente per creare un prodotto di successo...»

Daniele Basso: «... Infatti l’aspetto funzionale è uno dei tasselli che compongono il mosaico di un prodotto di successo. Costituisce senza dubbio una forte motivazione all’acquisto, ma non è necessariamente il fattore più importante. Quanto più ci si orienta verso l’eccellenza, tanto più lo svolgere una funzione viene “dato per scontato” quale attributo minimo del prodotto, ed entrano in gioco diversi e nuovi aspetti di progetto (forma, colore, finiture, tatto) e di comunicazione. La tecnologia poi si inserisce in questo contesto quale elemento fondamentale per la competitività e la “gradibilità” del prodotto stesso. Viviamo in una contemporaneità inscindibile dalla tecnologia. In realtà, stiamo faticosamente imparando a dare un luogo e un tempo all’elettronica con la quale quotidianamente ci scontriamo. Conviviamo con oggetti in continua evoluzione che inventano nuove necessità da soddisfare con funzioni inattese, e modificano velocemente le nostre abitudini di vita. Quando una tecnologia diventa accessibile ad un vasto pubblico, diviene parte integrante del suo ambiente e lo modifica...»

MT: «... Possiamo dire che entriamo in relazione con nuovi oggetti...»

DB: «... Sì, ed è proprio l'aspetto relazionale uno degli aspetti più intriganti del lavoro del Designer. Parliamo, infatti, della nostra automobile, del nostro telefonino, della nostra cucina.
Quando possiamo scegliere tra diversi oggetti funzionalmente equivalenti, questi oggetti devono uscire dall'anonimato, devono differenziarsi. Occorre quindi individuare quotidianamente quali delle caratteristiche che distinguono un oggetto sono fondamentali per il target di riferimento, quali sono pronte ad evolversi per innovare e quali invece “devono” rimanere invariate.»

MT: «Cosa significa per un prodotto uscire dall'anonimato e differenziarsi?»

DB: «Non credo che questa domanda abbia una risposta unica. Alcuni prodotti di successo innovano, altri riscoprono memorie andate perdute, altri ancora rassicurano per la loro immobilità diventando inattaccabili al trascorrere del tempo… Sicuramente, però, tutti comunicano. E lo fanno in due direzioni: da un lato esprimono meglio di altri la propria ragione d’esistere (funzione, forma, colore, ecc.), dall’altro, proprio affermando se stessi, descrivono la società che li ha comprati… abitudini, necessità, gusti e vizi. Nel pensare un prodotto si sintetizzano valori universali con necessità ed esperienze presenti, ma soprattutto si costruisce il futuro.
Il “Design dell’immateriale” trasforma i Designer in comunicatori di idee attraverso gli oggetti. Il crescente interesse per il Design e la nascita del mercato globale ci consentono di parlare ad un pubblico sempre più vasto. Occorre quindi interrogarsi sull’etica di progetto e sulle responsabilità del progettista nel pensare un mondo che si rinnova di continuo e non sempre in meglio. “Glocal Design” si inserisce in questo contesto attualizzando tradizioni passate, attraverso le nuove tecnologie, per una dimensione più umana della vita, fatta di “eccellenze” quali sostanze del benessere. La sfida consiste nel dare una “personalità” agli oggetti in perfetto equilibrio tra passato, presente e futuro, capace non solo di convincere all’acquisto, ma anche di  gratificare nell’uso i clienti.»

MT: «Quindi il tuo contributo alla progettazione consiste nel dare “personalità” al prodotto, o, almeno, conferire ad esso un valore comunicativo

DB: «Esattamente. Io penso al Design come ad un'area della Comunicazione; anzi il Design è Comunicazione: è l'arte di comunicare attraverso gli oggetti

MT: «Comunicare cosa?»

DB: «Un'emozione. La comunicazione, per essere efficace, deve passare attraverso l'emozione. Per ottenere emozioni il designer agisce su delle leve che insieme compongono il prodotto: la forma, il colore, le finiture (tatto), la funzione, il suono... A volte il profumo… E l’immagine…»

MT: «Quindi l'insieme di tutte queste componenti suscita in noi delle emozioni perché entra in risonanza con il nostro sistema di valori, la nostra personalità, il nostro modo di presentarci agli altri. Ci circondiamo di quegli oggetti che meglio esprimono (a noi stessi e agli altri) i nostri valori personali.»

DB: «Poc'anzi dicevo che il Design è l'arte di comunicare attraverso gli oggetti. Tu hai aggiunto che noi scegliamo gli oggetti per ciò che ci comunicano e per ciò che vogliamo comunicare con essi. Pertanto un aspetto chiave è il valore dell’immagine legata ad un prodotto o ad un marchio. Le aziende produttrici, infatti, vogliono comunicare la propria identità e i propri valori attraverso gli oggetti che producono e distribuiscono. In sostanza, un oggetto ben progettato condensa ed esprime valori condivisi dal Designer che lo ha ideato, dall'azienda che lo ha prodotto e dalle persone che lo acquistano. Alla base di un prodotto di successo c'è sempre un'accurata strategia di Comunicazione.»

MT: «Possiamo dire che una Comunicazione efficace scaturisce da una miscela di scienza e arte, un po' come il Design. Qual è il segreto di una strategia di Comunicazione vincente?»

DB: «Un’accurata analisi delle diverse componenti (mercato, target, prodotto e brand) è fondamentale. Così facendo, infatti, si definisce il messaggio (cosa dire), ma da sola non basta. Per rendere efficace una strategia di Comunicazione occorre un’idea creativa forte (come dirlo)… E così anche con gli oggetti il Designer deve dosare sensibilità, miscelare esperienza, cultura e conoscenze per arrivare a condensarle in una proposta personale, unica ed esclusiva.»

MT: «Una sorta di sintesi in cui coesistono tradizione e innovazione...»

DB: «... Una sintesi, un delicato equilibrio fra ciò che comunica continuità nel tempo, tradizione e cultura da una parte, e discontinuità, rottura degli schemi e innovazione dall'altra. Anche nell'ambito della Comunicazione innovare significa infrangere delle concezioni, delle regole... Innovare può voler dire giocare con i mezzi espressivi e la tecnologia per comunicare in modo inatteso un contenuto universale che suscita un'emozione e risponde a dei valori concreti e pertanto attuali e contemporanei.»

Massimo Tagliavini
(Curatore della Rubrica Ergonomia)

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