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Questo articolo lo scrivo per te che stai per sostenere un colloquio di selezione, un incontro spesso temuto, a volte sottovalutato, qualche volta improvvisato ma raramente ben preparato.
Certo, perché si passa molto più tempo a scrivere il curriculum, a sistemarlo anche dal punto di vista grafico, a scegliere il formato giusto.
E dopo? Il curriculum è un documento, tu sei una persona. Tanti curriculum si assomigliano, quando invece le persone sono tutte profondamente diverse, ognuna con un proprio valore che spesso neanche conosce. Non pensare che il colloquio sia il racconto, più o meno ben esposto, del tuo curriculum. Cosa vedi in questa immagine?
L’immagine è tratta dai giochi di percezione utilizzati nell’ambito della gestalt.
Un insieme di macchie nere su uno sfondo bianco.
Queste macchie sono i tuoi studi, le tue conoscenze tecniche, linguistiche, informatiche, le attività che hai svolto, i risultati che hai raggiunto. Puoi imparare a raccontarli in modo chiaro, convincente, gestendo bene anche la tua comunicazione non verbale, ma resterà sempre in chi ti ascolta e soprattutto in te stesso, che è l’aspetto più importante, un’immagine frammentata, priva di un senso che possa far emergere una vera e singolare identità.
Ed ora cosa ci vedi? Concentrati sulla parte centrale del disegno.
Sono stati scelti solo alcuni particolari del disegno ed altri sono rimasti nello sfondo.
Si è scelto un modo per collegare questi elementi e l’immagine ha preso forma, imprimendosi nello spazio in modo indelebile.
E’ un processo di attenta conoscenza e riflessione su di sé.
Tu non sei semplicemente una sequenza o una contemporaneità di esperienze ma sei una persona che sa ritrovare nella propria storia i momenti più importanti e più significativi, li sa collegare trovando un senso al loro susseguirsi ma anche il modo profondo in cui si sono influenzati (possiamo ad es. illustrare i nostri studi di economia all’università e dopo dire che abbiamo fatto un’esperienza come contabile presso un ufficio, ma cosa lo diciamo a fare se già è scritto nel curriculum? Quale interesse può avere per che ci ascolta se spesso anche noi ci sentiamo annoiati nel raccontarlo?)
Che tipo di capacità o di motivazione ha sviluppato in noi quello studio dell’economia? Come ha trasformato la nostra persona? Cosa di quello studio abbiamo portato nella nostra esperienza di lavoro? Cosa contraddistingue il nostro modo di studiare e di lavorare?
Noi non siamo un insieme di punti che in modo sequenziale sono scritti in un curriculum.
Siamo un movimento di continuo apprendimento, realizzazione, relazione con gli altri, emozioni, scelte e decisioni.
Non è importante allora descrivere una serie di fatti, come la “voce sonora” del proprio curriculum, ma individuare il modo con cui questi fatti si sono reciprocamente influenzati (anche dal presente al passato se è vero che esperienze successive ci hanno insegnato a leggere in modo diverso esperienze passate) e l’impronta che noi abbiamo dato nelle situazioni che abbiamo vissuto.
Questa è la vera professionalità, in qualsiasi contesto, caratterizzato oggi da continui cambiamenti.
Sempre ti auguro di diventare il meglio di ciò che sei, realizzando la tua profonda natura.
Ma inizia a ritrovare il senso del tuo percorso e le inconfondibili modalità con cui lo hai gestito.
Sarà quindi poi semplice raccontarsi in un colloquio.
Chi meglio di te si conosce? Ma non lasciare agli altri lo sforzo di dover fare ciò che prima di tutto dovresti fare tu.
Disegna il tuo confine seguendo questa strada e soprattutto ricordati di rifarlo ogni tanto perchè il vivere quotidiano non ti faccia mai dimenticare di come sei riuscito a crescere ogni giorno.
Laura Tucci
Laura Tucci, laureata in Scienze Politiche alla L.U.I.S.S., indirizzo Relazioni Industriali, si è poi specializzata in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni. Ha lavorato per alcuni anni in una Società di Consulenza di Direzione italiana, ricoprendo il ruolo di Responsabile della Formazione. Attualmente si occupa di Gestione e Sviluppo Risorse Umane all’interno della Direzione del Personale di un Gruppo Multinazionale. È , inoltre, consulente e docente nell’area della gestione del personale presso master e seminari universitari.
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