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di Marco Donatiello
La ricerca del lavoro. Una nuova psicopatologia della vita quotidiana PDF Stampa E-mail
Scritto da Daniele Biolatti   
Tuesday 15 November 2005

Con il consenso dell'autore pubblichiamo l'intervento del Dott. Luigi Spadarotto alla Convention 2005 su "Orientamento e Mercato del Lavoro" svoltasi a Torino il 03 ottobre scorso.

L.Spadarotto è Psicologo, Psicoterapeuta, docente e consulente di managenent per importanti organizzazioni a livello nazionale.

L'autore propone di riflettere, con ironia e disincanto, su alcuni tratti ricorrenti dei lavoratori (ed aspiranti tali) del mondo d'oggi.

Frequentando le associazioni professionali e le istituzioni che sovrintendono allo sviluppo delle competenze proprie della Psicologia del Lavoro e avvicinando in varie sedi i giovani disoccupati o sotto occupati, sono emersi alla nostra riflessione e a quella dei colleghi più avvertiti, i seguenti orientamenti socialmente significativi.


Essi fanno da sfondo tacito o sommesso ai proclami dei politici e alle esortazioni degli esponenti del mondo del lavoro. Rappresentano, per i riformatori sociali, una sfida pragmatica alle loro spesso astratte enunciazioni di principio. 

 
1. RIFIUTO MENTALE  DEL LAVORO ORGANIZZATO, DA PARTE DI CHI GiA’ LAVORA, PER ECCESSO DI STRESS, PER MANCANZA DI SODDISFAZIONE, PER URTO CON CAPI ARRIVISTI E INSENSIBILI, PER DESIDERIO DI SEGUIRE UNA VOCAZIONE MAI SOPITA.
Colpisce lavoratori in perenne attesa del fine settimana, delle ferie, degli scioperi e di altre amene opportunità.

2. ABBANDONO CONCRETO E UN PO’ SNOBISTICO DELLE ESISTENTI RESPONSABILITA’ LAVORATIVE E DEL SISTEMA ECCITANTE CHE HA GARANTITO IL SUCCESSO NEL SETTORE DI APPARTENENZA PER DEDICARSI, DOPO UNA VITA SPESA AD ALIENARSI DALLA FAMIGLIA, DALLE AMICIZIE E DAGLI ALTRI STIMOLANTI PIACERI DELLA VITA,  AD UN INTERESSE COLTIVATO EPISODICAMENTE O IN SEGRETO (DOWN SHIFTING)
Esso caratterizza una elite benestante che dopo aver accumulato un discreto patrimonio cambia rotta e si promuove alla meditazione, o al giardinaggio o al volontariato o ai viaggi di piacere.

3. IMPEGNO FURIOSO, STAKANOVISTICO NEL PERSEGUIMENTO DELLA CARRIERA PER OTTENERE VISIBILITA’, REDDITO E STATUS SOCIALI APPARISCENTI.
Caratterizza gli ultimi e recidivi rampanti, convinti che l’aggiornamento continuo, la concentrazione prioritaria negli obiettivi lavorativi, permetterà loro di fugare la minaccia incombente della emarginazione e della dilagante povertà.

4. RICERCA NEVROTICA, OSSESSIVA DI UNA OCCUPAZIONE REGOLARE CHE, A DISPETTO  DELLE IDEOLOGIE ARISTOCRATICHE  DEL LAVORO DIVERTENTE, DELL’OZIO CREATIVO E DELLA FLESSIBILITA’ EMANCIPANTE, CONSIDERANO IL POSTO FISSO  LA CONDIZIONE IMPRESCINDIBILE PER VIVERE SENZA LO SPAURACCHIO  DELLA RECESSIONE PSICOLOGICA E SOCIALE.
Caratterizza  i giovani neo-qualcosa che, dopo gli allettamenti dello studio forzato sperimentano la graffiante realtà della raccomandazione o della affiliazione di cui non godono i benefici.

5. RIPIEGAMENTO VERSO LA PASSIVITA’, IL FATALISMO E LA RINUNCIA A GIOCARE UN RUOLO INTRAPRENDENTE NEL CAMPO DEL LAVORO PRODUTTIVO E DISCIPLINATO.
Riguarda soprattutto giovani che campano con l’assistenza  di genitori pensionati o ancora momentaneamente attivi o con occupazioni spezzettate e senza valore in perenne concorrenza con gli immigrati che in questo terreno vantano la superiore vivacità ed esuberanza del nuovo arrivato.

6. SCELTA DELINQUENZIALE O IRRECOLARE, SIA COME RISPOSTA OBBLIGATA ALLA OFFERTA PREVALENTE E ANOMALA  DI LAVORO IN AREE SEMPRE PIU’ ESTESE DEL NOSTRO PAESE, SIA COME IMPLICITA RITORSIONE NEI CONFRONTI DI UNA ORGANIZZAZIONE DELLA ECONOMIA  CHE IN NOME DELLA COMPETIZIONE MONDIALE  HA APPROFONDITO IL SOLCO TRA  CHI PUO’ INSERIRSI DECENTEMENTE NEL TESSUTO SOCIALE E CHI  NE RESTA  IRRIMEDIABILMENTE FUORI.

Luigi Spadarotto

 

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