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Può succedere, nella vita di ognuno di noi, che ad un certo punto ci si senta a disagio. Ci si guarda attorno e certe cose non vengono più accettate. La realtà circostante perde la sua armonia, in certi casi ci si sente estranei alla realtà che ci circonda.
Ci si sente confusi, la strada che abbiamo sempre seguito perde senso, e spesso non vediamo alternative.
Come è possibile trovare, in questo fenomeno, una struttura che ci permetta di capire e gestire al meglio cosa sta succedendo?
Prima di entrare nel merito della questione, è necessario fare una premessa:
la Realtà, con la “R” maiuscola, oggettiva ed ineffabile, non esiste, ma tutto viene mediato dalla nostra percezione, attraverso i sensi, le emozioni, le associazioni di idee, ecc…
Di conseguenza, quando il mondo, così come lo conosciamo, all’improvviso cambia, significa che in realtà è cambiato qualcosa nella nostra mente, per cui le stesse cose mutano di significato.
È a questo punto che ci si sente confusi, in quanto i vecchi punti di riferimento non hanno più senso, ma spesso non se ne trovano altri.
Inizia così un viaggio, il Viaggio dell’Eroe.
Jung ha parlato di “inconscio collettivo” e di “archetipi”, ossia di elementi comuni a tutte le culture, che sembrano costituire il sostrato sul quale si fondano le singole culture.
Dopo di lui altri hanno proseguito questi studi.
Per ciò che riguarda il tema di questo articolo, passiamo a Joseph Campbell, il quale, analizzando le mitologie di diverse culture, ha tratto degli elementi comuni che caratterizzano il Viaggio dell’Eroe.
Questi elementi sono poi stati presi per descrivere la struttura del fenomeno citato all’inizio dell’articolo:
È il punto di svolta, in cui l’Eroe capisce di non essere come gli altri, ma di essere destinato a compiere imprese epiche.
È il momento in cui non riusciamo più ad accettare qualcosa della nostra vita, in quanto sentiamo di essere destinati a fare altro, e che la nostra identità è ben più vasta di ciò che abbiamo creduto sino quel momento. Si tratta di una sensazione che spesso è molto forte, quasi incontenibile.
Viene anche paragonata ad un risveglio, in cui si prende coscienza di aver da sempre vissuto entro dei confini che ad un certo punto sono diventati troppo stretti. La persona incatenata nella caverna di Platone intuisce che c’è qualcosa di più immenso.
L’Eroe (e quindi noi) può scegliere di accettare o no la chiamata. Prendere la pillola rossa o la pillola blu del film Matrix dipende unicamente da noi.
In ogni caso, avendo percepito che esistono delle alternative, da allora la vita non sarà più la stessa.
Spesso ignorare la chiamata può aumentare il senso di incertezza e disagio, talvolta anche con l’apparizione di malattie psicosomatiche.
L’Eroe, accettata la chiamata, raggiunge un punto di non ritorno e si addentra nel nuovo territorio sconosciuto, e quindi spesso costellato di difficoltà che costringono l’Eroe ad evolversi, rompere i vecchi schemi.
Se prima avevamo solamente percepito l’esistenza di “qualcos’altro”, adesso ne siamo dentro.
È il punto in cui Dante incontra le tre fiere che gli impediscono di ritornare sui suoi passi: potrà solamente avanzare, verso il luogo in cui vengono relegati tutti i pensieri troppo sconvolgenti per essere accettati.
Le difficoltà spingono l’Eroe a cercare un custode, un mentore che lo aiuti nel percorso.
Che questa persona, animale, o entità di qualunque genere venga attivamente cercata o che compaia dal nulla poco importa: “quando l’allievo è pronto il maestro arriva”. Nel momento in cui incontriamo delle difficoltà e cerchiamo delle risoluzioni, la nostra attenzione selettiva si focalizza (un processo non sempre cosciente), permettendoci di notare collegamenti dove prima non ne vedevamo: talvolta sembra che gli aiuti ci arrivino senza averli richiesti.
- Affrontare una sfida (o demone)
Da intendersi nel senso più lato del termine, il demone è un’energia, una forza che non è né positiva né negativa: siamo noi a dargli una di queste due qualità.
In generale rappresenta l’opportunità per evolversi.
Quindi trasformarlo in un’opportunità. Imbrigliare questa forza per sfruttarla a nostro vantaggio, farla nostra.
Superate le sfide, accettati ed imbrigliati i propri demoni, arriviamo alla meta, che consiste in una visione del mondo più ampia, grazie a ciò che si ha incontrato durante il Viaggio.
- Trovare la strada verso casa
Si ritorna a casa.
L’Eroe non dimentica mai le sue origini, e vi ritorna trasformato, forte delle nuove esperienze. Terminato il Viaggio, anche chi gli starà attorno ne trarrà giovamento, sotto forma di un saggio libro per i posteri, di una reggenza illuminata, ecc…
Nel Viaggio di ognuno di noi queste fasi sono meno sequenziali e possono seguire un ordine diverso.
Ad esempio si può partire da una sfida (punto 5) che ci si presenta davanti, la quale ci costringe a rivalutare i nostri schemi (punto 3), e quindi a trovare un mentore che ci aiuti (punto 4), ecc…
Qual è il vostro Viaggio?
Come lo state affrontando?
Di che cosa avete ancora bisogno per poter proseguire?
Qualunque siano le vostre risposte, tutto ciò avviene all’interno di un grande Viaggio, quello della Vita: in esso, siamo tutti degli Eroi…
Ivan Ferrero
(
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BIBLIOGRAFIA:
Campbell Joseph, “The Power of Myth”, 1988
Dilts Robert, “Il manuale del coach”, NLP Italy, 2003
Jung Carl G., “Gli archetipi dell’inconscio collettivo”, Bollati Boringhieri, 1995
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