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di Marco Donatiello

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La minaccia dell’ingegneria genetica PDF Stampa E-mail
Scritto da Tagliafico Ivana   
Sunday 31 July 2005

Uno spunto per riflettere sul significato della generatività umana...

  Nel corso degli ultimi trent’anni del ‘900 è nata l’ingegneria genetica, scienza che unisce la biologia molecolare alla genetica. L’aumento delle competenze di base così avvenuto ha causato un enorme sviluppo tecnologico: il risultato? L’ideologia scientifica dominante in questo campo è la metafora della programmazione che enfatizza la determinazione genetica nello sviluppo della persona. In realtà questo rappresenta un pericoloso riduttivismo in quanto il determinismo genetico non tiene conto di numerosi altri fattori incidenti pesantemente sulle caratteristiche psicologiche soggettive.

 L'analisi della storia della scienza evidenzia chiaramente come essa non sia neutrale rispetto al genere (v. medicina procreativa, es.: fecondazione in vitro), ai diversi modi di vedere il mondo, agli aspetti economici.
Bisogna  infatti tener conto che la fecondazione in vitro ha un tasso di riuscita enormemente basso (circa il 20%)  e nessun’altra tecnica medica in questa situazione sarebbe stata applicata: invece se ne fa largo uso senza peraltro impiegare fondi per aumentare la possibilità di riuscita perché anche non facendolo la richiesta sul mercato è talmente forte che si hanno grossi vantaggi economici. Purtroppo però la cura ormonale associata  attualmente a questa tecnica sottopone le donne al rischio di contrarre successivamente un tumore.

 Troppi rischi, quindi,  non vale la pena giocare la partita, eppure si scende in campo lo stesso, continuamente. Perché? Oltre al vantaggio economico, che troppo spesso detta ingiustamente legge, un altro miraggio, più sottile e inconscio, ma altrettanto potente: la scienza ginecologica è ancora nelle mani degli uomini. Essi detengono così parzialmente il potere della procreazione proprio grazie alla nascita e allo sviluppo dell’ingegneria genetica.

 
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