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di Marco Donatiello
Differenze tra coaching, psicoterapia e counseling PDF Stampa E-mail
Scritto da Laura Piarulli   
Sunday 22 May 2005
Per capire le differenze dei tre tipi di relazione di aiuto e le situazioni per applicare un approccio piuttosto che un altro
Il coaching differisce da altri approcci quali ad esempio il counseling e la psicoterapia, in quanto esso “non si occupa delle malattie del corpo e della mente, ma offre un aiuto al “dis-ease”, dis-agio dei clienti , alla loro insoddisfazione, all’autostima e all’incapacità di raggiungere le proprie mete”. (C.Martin, 2001)

La psicoterapia, come il counseling, parte da un’accurata anamnesi (Giusti, Proietti, 1995) che tenga conto della storia passata del cliente, individuando quali sono stati i traumi e ciò che in passato il cliente ha sperimentato come ostacolante alla sua crescita; il coaching invece si basa prevalentemente sul presente e ciò che sarà il futuro per il cliente. (P.Williams, D.C. Davis, 2002). Il coaching non offre un intervento psicoterapeutico e se questa è l’aspettativa del cliente è importante che il coach faccia presente questo al suo cliente, indirizzandolo a professionisti più indicati per il caso.

Infatti, un’aspettativa non confermata del cliente avrebbe delle conseguenze gravi per il cliente, non traendo beneficio alcuno.

Il coaching, inoltre, non ha nessun implicazione con la psichiatria e nessun coach dovrebbe tentare diagnosi non di sua competenza.

Alcune distinzioni tra coaching e terapia sono state esemplificate da R.R. Kilburg:

-Per il coach, a differenza del terapeuta, può essere persino consigliabile cenare o pranzare con il proprio cliente, in quanto uno scenario piuttosto informale può approfondire il senso di fiducia.
-Il coach può stabilire rapporti con la famiglia del proprio cliente, conoscere il contesto di riferimento affettivo del cliente, da esso si possono trarre preziose informazioni per meglio comprendere le sue difficoltà ed esigenze.                        
- Spesso i clienti esprimono la loro gratitudine attraverso regali, ciò può essere inappropriato in una relazione terapeutica, ma non lo è all’interno di un rapporto di coaching, essendo questo più simile ad un normale rapporto di lavoro.                  
- Le organizzazioni hanno propri codici di abbigliamento e di linguaggio: per un coach adeguarsi ad essi permette di integrarsi anche visibilmente nel mondo dei propri clienti, e ciò può accelerare il processo di accettazione dell’attività di coaching.

Queste situazioni, peraltro forse un pochino estremizzate, sono però indicative delle differenze tra un approccio di coaching e uno terapeutico. Kilburg propone un continuum di relazioni di aiuto che vanno dal counseling/terapia, al coaching, alla consulenza, all’assistenza sociale, all’amicizia.

Per quanto riguarda le differenze tra coaching e counseling, le differenze si fanno più sfumate e quantomai controverse. Se per la psicoterapia i confini e gli scopi sono netti e precisi, per il counseling le differenze con il coaching appaiono a volte chiarificatrici a volte di dubbia interpretazione per la numerosità degli approcci che questa forma di aiuto alla persona porta con sé. Con il coach Daniele Mattoni abbiamo cercato insieme di esemplificare le diversità in questa tabella, tenendo conto, laddove è possibile, della variegata realtà di ogni forma di aiuto.


 

COACHING
COUNSELING
Orientamento temporale

presente e futuro
soprattutto presente, ma anche passato e futuro
Maggiormente orientato a

possibilità, azioni, traguardi
soluzioni, cause, comprensione
Approccio con l’emotività

non la elabora, insegna ad utilizzarla
la elabora
Tematiche e contenuti
affrontati


più pragmatici: work-life balance,carriera,soddisfazione della vita, realizzazione professionale e personale, gestione del tempo, cambiamenti di vita o professionali
problematiche di vita e periodi di difficoltà specifici(entrata ed uscita dal mondo del lavoro, empasse universitaria, lutti, sentimento di inferiorità)

Focus su

motivazioni, idee,  creatività e immaginazione del cliente,
 
 
Dinamiche interne del cliente e delle relazioni con l'ambiente e gli altri, rappresentazioni cognitive ed emozioni

Lavora maggiormente su

traguardi
problematiche di vita
Favorisce




responsabilizzazione,autorealizzazione,consapevolezza delle proprie potenzialità, orientamento all’azione e al risultato
comprensione di sé, consapevolezza delle proprie dinamiche interne, responsabilizzazione  
Modalità
incontri individuali dal vivo telefonici di durata compresa tra 30 e 90 minuti, in media ogni 10 giorni
incontri individuali “viso a viso” di 45 o 60 minuti, in media una volta a settimana

La fase più delicata, per sgombrare il campo da ogni dubbio, è rappresentata dal contratto di coaching, in linea con il Codice di etica professionale della FIC (Federazione Italiana Coach). Questo codice riporta una serie di linee guida che ogni coach dovrebbe seguire per garantire la sua professionalità. Tra le linee guida troviamo:

“In qualità di coach, fin dal primo incontro con il cliente, sia telefonico che personale, mi assicurerò che questi abbia ben chiari i termini del contratto relativo allo svolgimento dell’attività di coaching che sarà effettuata”.

In conclusione, possiamo dire che il coaching è un approccio orientato al futuro con fini orientati all’azione, mentre la terapia si concentra sull’anamnesi con fini terapeutici.

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