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L'immagine
 di Marco Donatiello
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Scritto da Ivana Tagliafico
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Wednesday 04 May 2005 |
Il concetto di "genere" ci accompagna per tutta la vita, fin dalla
nascita, poiché è parte della nostra identità. Per questo è davvero
importante sviluppare consapevolezza di questa “parte” di noi.
Il “genere” è parte integrante della nostra vita, se non altro perché,
assieme all’età, è una delle dimensioni universali tramite cui si
indicano le differenze di status.
Fin dalla nascita, quando ancora
siamo dediti a tutt’altre questioni che non ai dibattiti culturali, la
nostra identità viene socialmente riconosciuta per la prima volta anche
in base al nostro genere.
Ancora troppo spesso, però, il significa del costrutto di “genere”
passa inosservato, viene confuso con quello di “sesso” che, ahimè, è un
concetto puramente biologico laddove il “genere” è un costrutto
sociale. Abissale differenza. Il genere è una maschera, un costume che
può stare stretto se lo si trascura, se non lo si adattata rendendolo
su misura rispetto alla propria unicità. Il genere è flessibile, il
sesso è rigidamente predefinito. Nasciamo maschi, femmine, o, in
rarissimi casi ermafroditi, e non ci è dato cambiare (a meno di costose
operazioni, ma qui si entra in un altro tipo di questioni). Si nasce, e
mano a mano che si cresce si diventa, uomini, donne (o, in base all’età
ragazzi, ragazze), e in alcuni, ma non certo rarissimi casi, gay,
transessuali, lesbiche, bisessuali… Da dove nasce questa
differenziazione? Dalla complessità, dalla multiformità della mente
umana, che racchiude in sé sia capacità, caratteristiche, attitudini
etc. che comunemente definiamo come maschili che altre definite come
femminili.
A parte per tutti quei comportamenti e bisogni dettati dalla
nostra appartenenza biologica al regno animale.
Tutto il resto ci è dato dalla cultura che spinge all’omologazione.
Ecco perché è importante sviluppare una coscienza di genere, acquisire
la consapevolezza che il genere ci viene dato dalla società, quale pass
per appartenervi: o sei donna o sei uomo.
Con l'augurio rivolto a tutti
di trovare sempre, nel percorrere le proprie lunghe o frenetiche,
faticose o rilassanti, felici o tristi giornate, lo spazio per
"chiacchierare" un po' con la propria femminilità e la propria
mascolinità, senza vergognarsene mai...
Ivana Tagliafico
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