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di Marco Donatiello

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Perchè "psicologia delle differenze di genere" PDF Stampa E-mail
Scritto da Ivana Tagliafico   
Monday 02 May 2005
Perchè una nuova sessione sulle differenze di genere?Perchè parlare di "differenze"? Gli studi riguardanti il concetto di genere, di cui verrà chiarito il significato nei prossimi articoli, sono stati affrontati da diverse prospettive come quella biologica, quella sociologica, quella psicologica, quella letteraria ecc., ciascuna adottante diversi presupposti in merito al significato del termine e a tutte le problematiche che attorno al genere ruotano. La scelta di chiamare questa nuova categoria con il termine “psicologia delle differenze di genere”, riprendendo il titolo di un famoso libro di Vivien Burr, psicologa inglese studiosa della materia (e abbreviato in “differenze di genere” per praticità d’uso), nasce dalla convinzione che tutti gli studi di genere passino attraverso lo studio delle differenze, proprio perchè è dalla differenziazione che si arriva a una compenetrazione del maschile e del femminile, all'interno della mente umana e tra le relazioni interpersonali che instauriamo, costruiamo, coltiviamo, interrompiamo, riprendiamo e, spesso, terminiamo nella nostra vita. Discutere, riflettere, confrontarsi rispetto alla variabile “genere” diventa essenziale per operare con maggior consapevolezza in tutte le aree della psicologia del lavoro, perché qualsiasi realtà organizzativa porta con sé un forte connotazione di genere, è fatta di uomini e donne, o, in taluni casi soli uomini o sole donne, ricoprenti determinati ruoli, incarnanti determinati valori, che quotidianamente interagiscono. Si relazionano l’un l’altro. E lo fanno anche in quanto uomini e in quanto donne. Perché il genere è una componente importante dell’identità individuale. Buona lettura.
 
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