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di Marco Donatiello
Quelli che la psicologia... PDF Stampa E-mail
Scritto da Ivan Ferrero   
Thursday 21 April 2005

Quelli che la psicologia se hai problemi, la psicologia questa brutta bestia, quelli che gli psicologi e la lettura della mente (sfera di cristallo), e attenzione a quello che dico e a come mi muovo, e che l’organizzazione va tutto bene e la ricerca è importante ma meglio produrre, che il mio orticello e basta e la mia isoletta felice, quelli che la Rete questa sconosciuta. Quelli che tutto è crollato, ma perché?

Quelli che lo psicologo non serve perchè le competenze trasversali in cinque minuti servite nel fast food delle umane conoscenze. Quelli che poi non digeriscono bene, perchè qualche ingrediente andato a male.

In questa grande piazza di paese che è la psicologia, in cui ognuno è libero di passeggiare perché, in fin dei conti, che ci vuole? “Ciao cara! Esco un attimo! Vado a farmi un giro.”, senza scarpe, e poi ci si fa male (colpa delle strade non pulite, però). Allora si prende la macchina, il primo parcheggio è ok, non importa se riservato (tanto i vigili non passano mai), tanto per gli addetti ai lavori c’è sempre la zona blu (parcheggio a pagamento, se trovano posto). Qualcuno rimane in doppia fila, con le doppie frecce (le luci di emergenza), aspettando che qualcuno prima o poi esca. Poi va da un’altra parte, pensando “domani ci riprovo”. Qualcun altro trova posto, nella zona disco orario (30 minuti, poi basta).

In una società in cui si da sempre più risalto alle materie “tecniche”, in cui se non hai le specifiche conoscenze non puoi svolgere una determinata mansione, perché sembra che chiunque possa occuparsi della “tecnica della mente”? Forse occuparsi di un essere umano richiede meno professionalità che occuparsi, per esempio, di macchine o computer? Perché si pensa che sia possibile apprendere la psicologia in pochi giorni, mentre negli altri casi sarebbero necessari anni di duro studio ed applicazione?

E la ricerca? Negli ultimi tempi si sente spesso dire che bisogna trovare dei modi per aumentare la produzione, migliorare la qualità dei prodotti. Ma chi è che si occupa di produrre o migliorare la qualità? Degli esseri umani. In una realtà che promuove sempre di più il modello della rete, del sistema, ogni sua parte è strettamente connessa alle altre e le influenza. Quindi ha senso rinunciare ad una metà nella (illusoria) speranza che l’altra possa sopravvivere e migliorare senza la prima?

Così, il sistema si autodistrugge, la profezia si autoavvera, si accelera verso il collasso.

Mi viene in mente ciò che dice un vecchio detto:

“quando il dito indica la luna, lo stolto guarda il dito, il saggio guarda la luna.”

E noi che cosa vediamo?

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