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Luglio '08
FotoCopertina di Giugno: "Guardando Lontano" di Marco Donatiello (clicca sulla foto per ingrandirla).
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Scritto da Marco Donatiello
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Monday 30 September 2002 |
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Motivare le persone al lavoro è una delle sfide più difficili per chi si occupa della gestione del personale.
La motivazione può essere definita come “il fattore dinamico del comportamento umano che attiva e dirige un organismo verso una meta.”
Motivare le persone al lavoro è una delle sfide più difficili per chi si occupa della gestione del personale.
Esistono due principali tipi di motivazioni:
Omeostatiche: legate al soddisfacimento dei bisogni fisiologici (caldo, freddo, fame, sete, sonno, dolore.). Il bisogno è uno stato di tensione più o meno intensa dovuto alla mancanza di qualcosa che risponde alle esigenze fisiologiche impellenti.
Antiomeostatiche: mettono in evidenza un bisogno di stimolazione dell’organismo. Quindi non una tendenza all'equilibrio, ma una tendenza alla rottura dell'equilibrio, dove solo il fatto di essersi potuti attivare è una ricompensa sufficiente a mativare un comportamento.
Alla base della motivazione umana si hanno:
il bisogno di affiliazione: che si manifesta nel desiderio di essere accettato dagli altri, con conseguente integrazione in un gruppo e con garanzie di appoggio e protezione.
il bisogno di di potere: che spinge a salire nella gerarchia sociale del gruppo a cui si appartiene, assicurandosi prestigio e posizioni di controllo.
il bisogno di realizzazione sia interiore, sentirsi autonomo e capace, sia esteriore, essere considerato come una persona “positiva” dai membri del gruppo di appartenenza.Per un approfondimento sul tema del gruppo si veda: Il gruppo.
Un fattore da tenere in considerazione è certamente l'autopercezione dell'individuo: un soggetto fortemente motivato preferisce compiti di media difficoltà, perché compiti troppo facili non impegnano a sufficienza il soggetto, e quelli troppo difficili espongono troppo al fallimento. Al contrario soggetti ansiosi prediligono obiettivi facili che non richiedono troppa ansia o molto difficili, perché in un’impresa ardua non c’è vergogna per un eventuale fallimento.
Per creare una giusta motivazione è necessario che tutto il personale condivida la vision del management, e per giungere a ciò è necessario che chiunque agisce all’interno dell’azienda si senta parte dell’azienda stessa, ne condivida valori, norme e cultura.
Nelle organizzazioni è indispensabile che tutte le persone siano incentivate a raggiungere le mete proposte dal management: senza un’adeguata spinta gli obiettivi non possono essere raggiunti nei tempi, nei costi e nei modi pensati.
Non sono necessari solo incentivi di tipo economico, ma piuttosto di tipo psicologico, tesi a far sì che il soggetto non senta il bisogno di abbandonare l’azienda.
E’ necessario che gli individui siano coinvolti nel lavoro, che siano soddisfatti del proprio impiego, che si sentano parte integrante dell’azienda che non lavorino soltanto per portare a casa lo stipendio. Quindi gran parte dello sforzo del management deve essere profuso ad assicurare che le persone si sentano ingranaggi indispensabili della macchina produttiva.
E’ necessario considerare i dipendenti come persone diverse, con ideali e credenze diversi, che devono essere conosciuti ed integrati (e non eliminati) con quelli dell’azienda, in modo da arricchirla e renderla più variegata.
Creare tutto ciò è molto difficile e costoso: spesso le aziende sono “incatenate” a vecchie ed ormai superate concezioni di gestione del personale, ancora di tipo tayloristico. Ma, con un mercato così imprevedibile ed un ambiente turbolento come quello attuale, è necessario compiere sforzi per realizzare tutto ciò, sforzi che saranno sicuramente abbondantemente ricompensati nel futuro.
Risulta quindi indispensabile investire in adeguati corsi di formazione, per dare le giuste motivazioni al top management e per creare dei leader, in tutti i settori e a tutti i livelli, in grado di condurre i loro uomini in modo efficace ed efficiente al raggiungimento degli obiettivi; bisognerebbe reperire strumenti adeguati volti a fidelizzare le persone all’azienda, e creare le basi per considerare i dipendenti come clienti interni e non solo come dei semplici lavoratori. In questo modo gli individui sentirebbero propria l’azienda, quasi come se fosse la loro, e si prodigherebbero al massimo, senza riserve.
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