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Solo pochissimi anni fa la Formazione a Distanza sembrava destinata a trasformare completamente il settore formativo, con prospettive di crescita a due zeri e budget da capogiro. Ora il clima sembra mutato. Perché?
Alcune riflessioni in merito.
Cifre da capogiro, rivoluzioni in procinto di scoppiare, tensione prima del cambiamento: fino a pochissimo tempo fa si potevano cogliere segnali quasi "sensazionalistici", nel confronto dell'e-learning.
Una "nuova modalità" che avrebbe cambiato, per certi versi stravolto il modo di concepire la formazione. Le prospettive di crescite del settore nell'Unione Europea segnalavano aumenti annui incredibili. Ora nessuno lo dice ancora, ma la sensazione non è più la stessa. I termini si sono decisamente moderati. Perché?
La mia personale sensazione è di una errata percezione di ciò che lo strumento può offrire. L'e-learning, infatti, è stato inizialmente concepito come una modalità sostitutiva, o comunque ampiamente sovrapponibile alla formazione d'aula. Con alcuni indubbi vantaggi: possibilità di fruire in modo asincrono dei contenuti e - sopratutto - risparmio economico in termini di organizzazione e logistica.
Insomma: diverse organizzazioni hanno supposto di poter fare la formazione che facevano prima, risparmiando un sacco di soldi. Si pensi solo, a titolo di esempio, al risparmio che può conportare un corso di formazione per una vantina di persone che possono fruire di contenuti direttamente dal PC del loro ufficio senza perdere due giorni in costose trasferte di lusso.
I professionisti della formazione hanno avuto chiaro sin da subito che l'e-learning inteso così non portava alcun valore aggiunto (né risparmio). Ciononostante, le offferte di alcuni "impavidi" che promettevano formazione ovunque e a costi irrisori hanno certamente contribuito al delineare una Formazione a Distanza perlopiù discutibile.
In sostanza si sta un po' verificando una seconda "piccola bolla della new economy": ci si è "inebriati" prendendo per oro tutto ciò che luccicava e cominciando a sognare scenari idilliaci ad occhi aperti, come bambini impietriti davanti alla vetrina dei giocattoli.
La verità è che l'e-learning è senza dubbio un valido strumento, i cui confini sono però molto più limitati di quanto ci si immaginava. E' anzitutto un insieme di strumenti complementari alla formazione d'aula: proprio la possibilità di comunicare in modo asincrono e da qualunque luogo ne fanno uno modo unico per creare comunità di pratiche ove confrontarsi, approfondire, automigliorarsi. La formazione in quanto tale, però, non può prescindere - in particolare per tutti quei temi che riguardano le cosiddette "competenze trasversali" - dalle dinamiche, dagli spazi, dalle esperienze sensoriali, dai contesti fisici. Personalmente credo che ci siano ampi spazi di crescita per l'e-learning, ma ancor di più siano gli spazi per un uso creativo della blended learning, o "formazione mista". E' infatti dalla consapevolezza che formazione d'aula e formazione a distanza hanno pochissime "zone di sovrapposizione" ma al contrario offrono caratteristiche l'un l'altro complementari che si possono immaginare nuovi servizi e nuove modalità. Che, beninteso, NON implicano (o, quantomeno, non è detto che implichino) un risparmio di sorta per il committente. Implicano, questo sì, possibilità nuove e da sondare. Si tratta ancora una volta, semplicemente, di essere disponibili ad investire in ricerca e nuovi progetti formativi, senza però essere preda di facili entusiasmi o - peggio - illusioni di panacee universali, che risultano essere null'altro che fonte di speculazioni fini a se stesse. |