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La legge Stanca e l'accessibilità dei siti web: lavoro da ergonomi? PDF Stampa E-mail
Scritto da Massimo Tagliavini   
Sunday 20 February 2005

Considerazioni sulle nuove normative istituzionali in tema di accessibilità dei siti web della pubblica amministrazione.

Negli ultimi tempi il tema dell'accessibilità dei siti web sta assumendo particolare rilevanza, grazie anche alle recenti normative europee ed italiane, che promuovono il diritto di accesso ai servizi informatici e telematici della pubblica amministrazione e ai servizi di pubblica utilità da parte delle persone disabili. Mi riferisco, in particolare, alla legge 4 del 9 Gennaio 2004 "Disposizione per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici", altrimenti nota come Legge Stanca, dal nome del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie. La Legge è costituita da 12 articoli fra i quali troviamo una definizione di accessibilità:
Articolo 2 1. Ai fini della presente legge, si intende per:

  • a) «accessibilità»: la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari;
  • b) «tecnologie assistive»: gli strumenti e le soluzioni tecniche, hardware e software, che permettono alla persona disabile, superando o riducendo le condizioni di svantaggio, di accedere alle informazioni e ai servizi erogati dai sistemi informatici.

 

Per precisare meglio il concetto di accessibilità è utile fare riferimento ad una nota frase di Tim Berners-Lee (l'inventore dl World Wide Web e direttore del World Wide Web Consortium):

"La potenza del web risiede nella sua universalità. Garantirne l'accesso a chiunque, indipendentemente dalla sua disabilità, ne costiuisce un aspetto essenziale."

Una strada percorribile è certamente quella della creazione di diverse versioni fruibili di un sito. Chi sceglie questo approccio spesso propone una versione grafica, una versione ad "alta visibilità" ed una versione testuale del sito. Benché questa filosofia di sviluppo sia in linea di principio valida, ritengo che sia preferibile optare per una soluzione diversa, più in linea con la filosofia di Tim Berners-Lee. Come spiega Emanuele Calò nella rivista OPENSOURCE (n. 11) un sito deve avere un'unica versione, accessibile a tutti, disabili e non. L'accesso al web deve essere universale, quindi, occorre tener conto non solo dei disabili, ma anche di anziani, ipovedenti, persone che utilizzano dispositivi alternativi ai comuni browser (palmari, cellulari, tecnologie assistive, ecc.). Certo, creare versioni diverse è forse la via più facile perché non obbliga lo sviluppatore a strutturare i contenuti in modo rigoroso rispettando i vincoli tecnici che regolano l'accessibilità e conservando nel medesimo tempo la ricchezza espressiva della grafica. Tuttavia, mi sembra un po' discriminante fare versioni di un sito dedicate espressamente ai disabili. Inoltre, come già sottolineato in precedenza, in questo modo non si tiene conto degli utenti che utilizzano dispositivi alternativi ai browser per calcolatore, meno potenti di questi ultimi, ma in grado di leggere perfettamente una grafica ben strutturata.
In conclusione, gli strumenti ed i metodi a disposizione dello sviluppatore web sono più che sufficienti per creare siti altamente accessibili (almeno da un punto di vista tecnico) senza sacrificare troppo la creatività e la potenza espressiva della grafica. I limiti reali sono da ricercare nella cattiva "educazione professionale" dello sviluppatore, che spesso usa in modo inconsapevole gli strumenti a sua disposizione, facendo troppo affidamento sui tools di sviluppo che nascondono la logica della programmazione dietro interfacce semplici e gradevoli.

Oltre agli aspetti tecnici, l'accessibilità coinvolge aspetti di significato che chiamano necessariamente in causa l'ergonomo, o, come viene esplicitato nello "STUDIO SULLE LINEE GUIDA RECANTI I REQUISITI TECNICI E I DIVERSI LIVELLI PER L’ACCESSIBILITÀ E LE METODOLOGIE TECNICHE PER LA VERIFICA DELL’ACCESSIBILITÀ (legge 4 del 2004, art. 11 comma a e b)" prodotto dal CNIPA (11 Maggio 2004), l'esperto di fattori umani. In questo documento (correlato alla Legge Stanca), che specifica le modalità di valutazione dell'accessibilità, si precisa come occorra affiancare alla verifica tecnica anche una verifica soggettiva, che si articola in 11 fattori:

  1. Percezione
  2. Comprensibilità
  3. Consistenza
  4. Salvaguardia della salute
  5. Sicurezza
  6. Trasparenza
  7. Apprendibilità
  8. Aiuto e documentazione
  9. Tolleranza agli errori
  10. Gradevolezza
  11. Flessibilità

Approfondirò successivamente questi aspetti in attesa di maggiori chiarimenti da parte del Ministero. Intanto, mi sembra di poter dire che si sia aperto un campo di applicazione in cui gli esperti di ergonomia potranno dare un contributo fondamentale per definire l'accessibilità e valutarla empiricamente caso per caso.

Massimo Tagliavini

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