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Scopriamo insieme cos’è attraverso le parole della Presidente della Federazione Italiana Coach Marina Osnaghi.
In uno studio dell’International Personnel Management Association, si dimostra che se la formazione migliora la produttività mediamente del 22%, con il coaching raggiunge l’88% (1997). Ancora poco conosciuta in Italia, quella del coaching è una professione nata negli Usa, dove è ormai una realtà consolidata da oltre 15 anni. In Italia, la Federazione Italiana Coach , si fa portavoce sia di tutti coloro che credono nelle potenzialità di questo metodo che dei coach professionisti e della diffusione della cultura del coaching. Il 30 Novembre a Milano, in occasione della Seconda Conferenza Italianza sul Coaching , abbiamo posto alcune domande a Marina Osnaghi, presidente della Federazione Italiana Coach, per capire meglio cos’è il coaching e l’impatto che sta avendo in Italia. Può darci una definizione di coaching? Il coaching professionale è un rapporto di partnership che si stabilisce tra coach e cliente con lo scopo di aiutare quest’ultimo ad ottenere risultati ottimali in ambito sia lavorativo che personale. Grazie all’attività svolta dal coach, i clienti sono in grado di apprendere ed elaborare le tecniche e le strategie di azione che permetteranno loro di migliorare sia le performance che la qualità della propria vita. Durante ciascun incontro è il cliente stesso a scegliere l’argomento della conversazione, mentre il coach lo ascolta ponendo osservazioni e domande. Questa interazione contribuisce a creare maggiore chiarezza ed induce il cliente a divenire proattivo. L’attività di coaching accelera la crescita dell’individuo in quanto grazie ad essa ognuno giunge a focalizzare in maniera più efficace e consapevole gli obiettivi da raggiungere e le conseguenti scelte da porre in atto. Nel coaching si osserva “dove si trova il cliente oggi”, quale sia cioè la situazione attuale di partenza, e si definisce, in comune accordo, ciò che egli è disposto a fare per raggiungere “la meta in cui vorrebbe trovarsi domani”. Qual è lo stato dell'arte in Italia? Lo stato dell'arte in Italia è in continua e costante espansione. La situazione attuale dà delle ottime possibilità di inserirsi con grande soddisfazione professionale in un mercato che offre ancora spazio essendo relativamente giovane e non saturo del punto di vista dell'offerta. In questo momento la federazione italiana, che è ancora molto giovane se pensiamo che è nata paio d'anni, conta circa una 70ina di professionisti coach iscritti in crescita costante. La federazione vuole porsi come bacino di riferimento del mercato, riunendo coach che siano referenziati e certificati secondo i criteri ICF . Qual è, secondo lei, il contributo che può dare al coaching la figura dello psicologo del lavoro? Attraverso una corretta preparazione per apprendere gli strumenti del coaching, è possibile per uno psicologo del lavoro, integrare il suo preziosissimo patrimonio di conoscenze alla metodologia del coaching. Uno sguardo al futuro: dove sta andando il coaching? Il mercato è sempre più aperto e in espansione. Sempre più aziende richiedono interventi di coaching (alcuni nomi illustri sono Fiat, Telecom, Finmeccanica, Nokia, Astra Zeneca, Ferrari, HP e molti altri ancora). Il mercato si muove sempre di più verso una professionalità che si attesta attraverso certificazionie preparazione professionale.sempre più attivo e di rilievo, presente anche sulla scena internazionale). La richiesta si rivolge sempre di più a richiedere coach per sviluppare progetti professionali e richiede coach qualificati e certificati.
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