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L'immagine
 di Marco Donatiello
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La Valutazione a 360 Gradi |
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Scritto da marco donatiello
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Sunday 16 January 2005 |
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La valutazione a 360 gradi
La valutazione a 360 gradi è caratterizzata dal raccogliere informazioni circa l’attività del lavoratore da più fonti. I valutatori, cioè gli incaricati di esprimere considerazioni sull’operato del soggetto, sono figure che si trovano a livelli organizzativi diversi e che sono accomunati dal fatto di lavorare a contatto col valutato. Accanto al supervisore che, tradizionalmente, è la figura che si occupa dell’attività di valutazione, compaiono altre figure quali i colleghi e i clienti (sia interni sia esterni), i collaboratori e infine il soggetto stesso. Viene in questo modo rivoluzionato il concetto di valutazione dall’alto tradizionale in virtù di una valutazione multi-direzionale.
La valutazione a 360 gradi presuppone la presenza nell’organizzazione di una cultura che si richiami ai valori dell’apprendimento continuo, caratterizzata da persone che apprendono insieme, dalla circolazione delle informazioni, dalla stimolazione al confronto, dalla formazione e che renda i soggetti responsabili del proprio apprendimento.
Puntando sull’apprendimento del soggetto valutato, questo tipo di valutazione esce dai panni stretti della valutazione delle competenze per porsi come catalizzatore del cambiamento. Agli individui è richiesto un sempre maggior impegno nel proprio sviluppo professionale. Con la valutazione a 360 gradi, il soggetto è posto al centro del proprio sviluppo di carriera e ne diviene l’unico responsabile. In questo modo si accresce il senso di appartenenza all’organizzazione, si aumenta la motivazione e si consolida il senso di responsabilità.
Il processo di valutazione si compone di cinque macro-fasi.
A-Le prime azioni da svolgere riguardano la pianificazione dell’intervento. Dopo aver stabilito gli obiettivi, si passa a sviluppare il questionario, gli item saranno costruiti sulle categorie che più si riferiscono ai valori dell’organizzazione a cui verranno fatti corrispondere dei comportamenti osservabili.
B-La seconda fase si concentra sull’individuazione e la formazione dei valutatori. L’importanza della formazione preliminare dipende dal fatto che, se i soggetti sanno in che cosa consiste il processo, restituiranno un feedback più attendibile, compileranno interamente il questionario e affronteranno le loro paure circa la valutazione. Il questionario viene consegnato ai partecipanti accompagnato da una lettera in cui vengono ricordate le finalità e le modalità dell’intervento, le modalità di compilazione, la data entro cui bisogna riconsegnare il questionario e a chi, in genere una terza parte, non coinvolta nella valutazione.
C-Segue la fase di misurazione che prevede l’elaborazione dei dati e la stesura dei risultati. I metodi di misurazione che un’organizzazione può scegliere sono diversi. La più importante distinzione è tra metodi informali, basati cioè su misurazioni semplici e intuitive e metodi formali basati, cioè, su tecnologie più avanzate e sicure che fanno ricorso al metodo sperimentale. Il report finale mostra ai soggetti le valutazioni ricevute. La struttura tipica del report contiene una parte grafica e una parte narrativa e interpretativa.
D-La fase di restituzione del feedback rappresenta il culmine del processo in quanto attiva forti emozioni nei soggetti. Molto importante è la formazione su come ricevere il feedback della valutazione a 360 gradi. I partecipanti devono capire come accettare il feedback e, soprattutto, come usare il feedback in modo costruttivo.
E-L’ultima fase è quella della pianificazione di un piano di sviluppo. Il soggetto deve stabilire, insieme a una figura di supporto, un piano consistente nelle azioni da mettere in atto. Il soggetto partecipa a creare il suo piano di sviluppo ed è protagonista della sua crescita. In questa fase i confini della valutazione sfumano e si fondono con quelli della formazione. Il tutor veste i panni del formatore o del coach, di specialista esterno o membro esperto dell’organizzazione.
Bellow: l’uomo non vive di solo sé, ma del sé riflesso nel volto di suo fratello.
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