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L'immagine
 di Marco Donatiello
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Scritto da Marco Donatiello
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Monday 23 September 2002 |
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Perché è importante lavorare in gruppo?
Tutta la nostra società è basata sui gruppi, soprattutto le realtà organizzative.
Una prima definizione di gruppo può essere: insieme di individui che interagiscono fra di loro influenzandosi reciprocamente e che condividono, più o meno consapevolmente, interessi, scopi, caratteristiche e norme comportamentali.
Analizziamo questa definizione:
”insieme di individui…”: è importante la dimensione: non sempre un gruppo numeroso permette il raggiungimento di risultati migliori, in quanto ci possono essere difficoltà di comunicazione, incomprensioni: il numero ideale per lavorare in stretto contatto è 8/12 persone, in questo modo tutti i membri possono partecipare attivamente al lavoro, possono esprimere le loro opinioni senza sovrapporsi gli uni agli altri.
”…che interagiscono fra di loro influenzandosi reciprocamente…:” il compito dei membri di un gruppo è quello di interagire tra di loro, in modo da raggiungere gli obiettivi prefissati, qualunque essi siano. E’ normale che, vivendo e lavorando tante ore al giorno in stretto contatto, ci siano delle influenze fra i vari partecipanti, e queste saranno tanto più intense, quanto più il gruppo è ristretto e diminuisce via via che questo si allarga.
”… condividono, più o meno consapevolmente, interessi, scopi caratteristiche e norme comportamentali…”: la condivisione di interessi, scopi e norme è una situazione tipica della cultura organizzativa che si può definire come il “collante delle organizzazioni” in quanto insieme di conoscenze, di credenze, di comportamenti e di convenzioni tipiche di ogni organizzazione (ad esempio il modo di vestire, o il modo di salutare.).
Ma perché è importante lavorare in gruppo?
Perché il gruppo ha a disposizione più menti per svolgere i propri compiti e riesce, perciò, a prendere decisioni e proporre soluzioni più efficaci.
Perché il lavorare con altre persone risulta essere meno monotono e meno faticoso rispetto al lavoro individuale (anche se molto dipende dal tipo di lavoro).
Esistono delle caratteristiche comuni a tutti i gruppi:
Appartenenza: cioè la sensazione di partecipazione e di essere ben accettato da parte di un gruppo. I membri di un gruppo si designano generalmente con il pronome “noi”. Per giungere a ciò è necessario:
contatto con gli altri membri identificazione di ogni componente con norme, valori e atteggiamenti del gruppo
omogeneità che attutisce le differenze individuali accentuando i caratteri comuni del comportamento, del modo di pensare e dell’immagine esteriore
Interdipendenza: l’appartenenza ad un gruppo determina una interdipendenza dinamica in grado di modificare progressivamente le motivazioni, gli atteggiamenti, i vissuti e i comportamenti di ciascun membro.
Coesione: legame che tiene insieme il gruppo. Il tasso di coesione agisce come rinforzo per i singoli membri nel raggiungimento degli obiettivi che il gruppo si propone.
Polarizzazione: quando le divergenze all’interno del gruppo non possono essere eliminate si formano due sottogruppi la cui riunificazione risulta improbabile in quanto i meccanismi di aggressività, un tempo proiettati all’esterno, si dirigono all’interno del gruppo stesso.
Differenziazione dei ruoli: si attua spontaneamente o in modo prestabilito. Ogni soggetto può assumere diversi ruoli nello stesso gruppo in momenti diversi.
Istituzione del leader: è il passo decisivo alla differenziazione dei ruoli. Di solito il gruppo riconosce come leader, e non capo, in base a due scale indipendenti di valori: quella relativa a capacità tecniche e quella relativa a capacità di essere ben voluti. Per approfondimenti sulla leadership: Il capo, questo sconosciuto
Rendimento: rispetto alla somma delle singole prestazioni, il gruppo offre un migliore rendimento.
All’interno del gruppo è importante la comunicazione, che deve essere chiara e precisa. Senza un’adeguata comunicazione il gruppo non va avanti, ci sono delle incomprensioni e si rischia di non raggiungere gli obiettivi prefissati.
Può succedere che il gruppo faccia troppo affidamento su sé stesso e si giunge allora al fenomeno dell’illusione dell’efficienza del gruppo: i membri si illudono di essere produttivi perché osservano che nel gruppo vengono prodotte più idee che individualmente; si nota che i membri sono incapaci di distinguere le proprie idee da quelle degli altri (soprattutto nel brainstorming).
E’ importante per le aziende il lavoro di gruppo e per questo deve essere valorizzato, investendo su corsi di formazione ad hoc per poter “sfruttare” appieno questo modo di lavorare, che è utile sia all’organizzazione stessa, sia alle persone che ne fanno parte.
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