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L'immagine
 di Marco Donatiello
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Ergonomia: tra usabilità e valore d'uso |
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Scritto da Massimo Tagliavini
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Tuesday 07 December 2004 |
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Vari modi di intendere l'Ergonomia applicata alla progettazione di artefatti ad alto contenuto tecnologico.
L'idea che uno scrupoloso studio dei bisogni delle persone possa produrre delle conoscenze utili
alla progettazione di prodotti e servizi di valore è ormai una convinzione condivisa dalla maggior
parte dei ricercatori e delle aziende. Questa convinzione è ancora più valida se considerata in relazione
allo sviluppo di prodotti e servizi ad alto contenuto tecnologico, che possono cambiare un intero sistema
di pratiche e attività consolidate. L'esempio più eclatante: l'avvento del calcolatore elettronico
e la sua introduzione nei più diversi contesti lavorativi. Un esempio più recente, anche se di minor
impatto: il telefono cellulare con tutti i vari servizi correlati.
Quando una nuova tecnologia diventa accessibile al grande pubblico e quindi commerciabile, le aziende
si pongono il problema di capire come veicolarla (venderla) ai consumatori, rimuovendo le possibili
barriere all'utilizzo. Per barriera all'utilizzo si intende qualsiasi cosa possa complicare l'interazione
con l'oggetto, rendendo difficile il raggiungimento degli obiettivi per cui l'oggetto è stato progettato.
Ad esempio, una persona potrebbe arenarsi mentre si accinge a gestire il complicato menu di
programmazione di una moderna lavatrice, soltanto perché la disposizione
dei comandi e l'organizzazione logica delle funzioni non è conforme ai modelli mentali dell'utilizzatore
finale. Ecco entrare in gioco gli studi di usabilità. Tipicamente questi studi si concretizzano in
ricerche quantitative e qualitative svolte con clienti potenziali o effettivi. L'obiettivo è raccogliere
informazioni utili al miglioramento di prodotti e servizi, adattandone la struttura e le logiche
di funzionamento alle aspettative e alle esigenze reali della clientela. L'attenzione è concentrata
sul design delle interfacce, perché è questo livello che avviene l'interazione uomo-macchina.
Gli studi di usabilità sono fondamentali per il lancio sul mercato di un prodotto o servizio
di successo. Tuttavia, il valore aggiunto di questi studi è spesso limitato all'ottimizzazione
di interfacce di servizi e prodotti ad alto contenuto tecnologico, ma di scarsa utilità. Basti
pensare agli innumerevoli servizi inutili proposti quotidianamente dalle diverse compagnie telefoniche.
La rivoluzione informatica e telematica ci ha messo a disposizione strumenti dalle potenzialità
ancora da esplorare. Siamo ricchi di strumenti, ma ancora poveri di idee su come utilizzarli per
migliorare la nostra qualità di vita. A questo proposito dobbiamo ammettere che il progresso tecnologico
è avanzato più rapidamente della nostra capacità di immaginare delle applicazioni di valore per l'uomo.
Non basta studiare l'usabilità delle soluzioni tecnologiche, se prima non ne si indaga in profondità
il potenziale valore d'uso. Siamo ancora in una fase in cui i servizi e i prodotti non
vengono progettati per le persone; essi vengono progettati solo per essere venduti alle persone.
Massimo Tagliavini |
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