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Dall'orientamento scolastico e professionale alla formazione,
passando dalla formazione professionale. Ovvero l'iter completo della formazione
dai ragazzi agli adulti. Piccola riflessione sull'esperienza lavorativa che sto attualmente vivendo.
Ultimamente sto facendo un'esperienza formativa
molto interessante.
Seguo tre tipologie di corsi di formazione professionale, sia in qualità
di docente, sia in qualità di compresenza in aula, molto differenti:
un corso in un istituto professionale sull'orientamento, con ragazzi sui
14/15 anni
un corso di formazione professionale sulla preparazione al lavoro per
ragazzi sui 16/20 anni
un corso di formazione per persone adulte ultra quarantacinquenni
Ho quindi la fortuna di seguire l'intero iter della formazione:
dall'orientamento alla formazione per gli adulti, passando dalla formazione professionale.
Ma cosa cambia in termini di progettazione e realizzazione dei corsi?
Cambia e anche molto.
Innanzitutto l'utenza è molto diversa, in termini di età, ma anche
e soprattutto in termini di motivazione all'apprendimento.
I ragazzini di prima superiore a cui andiamo a dire cosa gli aspetta dal
futuro, ben poco comprendono la reale complessità del mondo lavorativo
ed extrascolastico. Ho notato che vivono in un "mondo di bambagia", in cui
tutto è scontato e non devono compiere nessuno sforzo per ottenere
quello che desiderano. E poi, secondo me, è forse troppo presto per
andargli a parlare del mondo esterno, di quello che gli aspetta una volta
usciti dalla scuola. Sono in fondo poco più che bambini, hanno sogni
e desideri che li aiutano a crescere e quindi reputo prematuro questo tipo
di orientamento. Retengo una soluzione molto più saggia quella
di fare un serio e reale orientamento scolastico alla fine delle scuole
medie per indirizzare i ragazzi alla scelta delle scuole superiori in base
alle proprie caratteristiche e alle proprie capacità e non in base
a quello che sognano di fare da grandi....dai tredici ai diciotto anni quante
volte si cambia idea sul proprio futuro???? Inoltre essendo per loro obbligatorio
frequentare il corso, la motivazione ad una seria e attiva partecipazione
è molto bassa, e per preparare le varie lezioni è necessario
tenere molto a mente questo fattore, quindi mantenere la parte teorica molto
ridotta, per non far tediare troppo i gli utenti, e cercare di coinvolgerli
maggiormente con esercitazioni pratiche. Molto apprezzate sono i lavori
che si possono fare in gruppo.
I ragazzi che si iscrivono invece ad un corso di formazione professionale
hanno un tipo di motivazione diverso dall'utenza precedente. Loro di loro
sponte hanno deciso di iscriversi e quindi di partecipare al corso. Ora
non è che ci troviamo nella stessa situazione della formazione degli
adulti, ma ci avviciniamo molto. Innanzitutto sono motivate ad apprendere,
capiscono che seguendo quel determinato corso avranno la possibilità
di avere nozioni e di apprendere delle competenze che faciliteranno l'ingresso
nel mondo del lavoro. Con loro si può tentare di fare lezioni con
parti teoriche più consistenti, anche se le parti di esercitazioni
pratiche (giochi, lavori di gruppo, ecc...)dovranno essere quelle con il
maggior numero di ore complessive.
La formazione degli adulti resta sempre la maggior aspirazione di un formatore.
Con essi, soprattutto quando si tratta di persone che hanno completato o
lasciato gli studi da molto tempo, è impossibile fare lezione di tipo
frontale e teorica per molto tempo; inoltre quando le persone iniziano a
lavorare assimilano schemi mentali che sono difficilmente sdradicabili e
quindi bisogna adeguarsi ad essi. Poche ore teoriche, il minimo per delimitare
l'argomento, moltissime esercitazioni pratiche, legate al tipo di lavoro
che hanno esercitato o che devono esercitare in futuro, moltissimi esempi
pratici di vita quotidiana.
Personalmente trovo molto stimolante tenere corsi di formazione
professionale, in quanto li reputo una bella sfida: il dover adattare le conoscenze
e le esperienze della formazione degli adulti per i ragazzi di 16/20 mi affascina
molto, si cercano soluzioni molto fantasiose, si lavora molto con le proprie
capacità di inventare qualcosa di nuovo.
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