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L'immagine
 di Marco Donatiello
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Il software libero a singolar tenzone |
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Scritto da Daniele Biolatti
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Monday 24 November 2003 |
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A (ulteriore) conferma che lo sviluppo del software libero è argomento di interesse non soltanto per i "tecnici smanettoni" (oltre che per il sottoscritto e per l'utente casciapaolo), parte oggi su QuintoStato quella che gli autori definiscono "una polemica letteraria vecchio stile" sull'open source.
Software libero, open source, etica hacker, diritto d'autore e brevetti. Concetti fondamentali della dimensione sociale in cui siamo immersi e che stanno radicalmente cambiando il nostro modo di rapportarci con la realtà. Strumenti di creazione e condivisione della conoscenza, in continuo divenire. Per questo, a partire da oggi, inizia su Quinto Stato una polemica letteraria vecchio stile dove si confronteranno le diverse posizioni di chi usa, studia e lavora sul codice aperto. Con l'intento di fare chiarezza sul significato di una rivoluzione informatica iniziata vent'anni fa e tutt'altro che terminata. E con la convinzione che il software è molto di più che un insieme di simboli organizzato per fare qualcosa. E' un nuovo linguaggio di conoscenza ed espressione, il cui studio non deve impegnare solo la tecnologia, ma anche discipline come la semiotica, la psicologia, l'economia. Iniziamo questa "singolar tenzone" con il contributo di Stefano Maffulli, presidente della Free Software Foundation Europe e aspettiamo il contributo di chiunque voglia dire la sua .
Continua su Quinto Stato.
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